La sconfitta per 1-0 contro il Marocco nell’ultima uscita, una gara in cui la squadra di Steve Clarke non è riuscita nemmeno a tirare in porta, ha ridotto notevolmente le ambizioni di passaggio al turno successivo; tuttavia, un insperato pareggio contro la Seleção potrebbe ancora permettere alla Scozia di qualificarsi.
Una cosa è certa: la Tartan Army sarà ancora una volta presente in massa al Miami Stadium, pronta a sostenere i propri beniamini dal primo all’ultimo minuto, nella speranza che la squadra possa prolungare la permanenza negli Stati Uniti ancora per un po’.

Per chi crede nelle coincidenze, le ultime tre sconfitte del Brasile nella fase a gironi di un Mondiale sono tutte arrivate alla terza giornata.
Non si può però ignorare che, nei 10 precedenti tra le due squadre dal 1966 a oggi, la Scozia non ha mai battuto il Brasile: è la nazionale affrontata più volte senza mai vincere, e il Brasile non ha mai incontrato una squadra così spesso senza mai perdere.
Vinicius Junior ha qualcosa da dimostrare
L’ultimo confronto tra le due squadre risale al marzo 2011, quando la Seleção si impose facilmente per 2-0. Sono passati 28 anni dall’ultima sfida ai Mondiali, con il Brasile che vinse per 2-1 nel 1998, anno in cui raggiunse la finale.
Vinicius Junior avrà anche lui voglia di lasciare il segno, visto che tutte le altre grandi stelle del torneo — Cristiano Ronaldo, Lionel Messi, Erling Haaland, Kylian Mbappe e Harry Kane — hanno già segnato almeno due gol finora.
Con Raphinha fuori e Neymar appena rientrato in condizione, Carlo Ancelotti si trova con qualche dubbio di formazione, anche se può comunque contare su valide alternative in panchina.
L’esplosione di Matheus Cunha — cinque gol nelle ultime sei presenze da titolare con il Brasile — rappresenta ad esempio un aspetto positivo.
Dopo il pareggio per 1-1 all’esordio contro il Marocco, la Seleção ha travolto Haiti nella seconda partita, e questa vittoria è stata importante perché è stata la 41ª volta che il Brasile ha segnato almeno tre gol in una partita dei Mondiali, cinque in più di qualsiasi altra nazionale (la Germania è seconda con 36).
McTominay e McGinn protagonisti
La Scozia punterà sicuramente su Scott McTominay per trovare la giocata decisiva, anche se il centrocampista del Napoli spesso non ha brillato nelle competizioni con la nazionale.
L’atteggiamento combattivo di John McGinn sarà inoltre fondamentale per cercare di arginare a lungo le qualità tecniche del centrocampo brasiliano.
Andy Robertson guiderà come sempre la squadra, e nella conferenza stampa pre-partita ha ribadito che, anche se è a rischio squalifica per diffida, questo non lo condizionerà: giocherà come sempre, sperando di contribuire a una vittoria storica.
“Vogliamo scrivere la storia, quindi darò tutto, ammonizione o no. Bisogna giocare la partita,” ha dichiarato ai giornalisti.
Tanta esperienza di Premier League nella rosa del Brasile
Per gli scozzesi sarà comunque una sfida durissima, perché la squadra brasiliana è piena di talento anche senza Neymar e Raphinha.
Alisson, Casemiro, Gabriel, Bruno Guimaraes, Lucas Paqueta e Cunha hanno tutti esperienza in Premier League, quindi forse gli avversari dovranno prendere esempio dagli ultimi rivali dell’Inghilterra, il Ghana, adottando una difesa bassa e uno stile più fisico per limitare le attese giocate di classe degli avversari.
La Scozia, però, ha dimostrato di saper giocare in modo propositivo, come visto contro il Marocco, anche se poi è stato tutto inutile, e il Brasile ha mostrato qualche fragilità, soprattutto sulle fasce, contro squadre che lo hanno attaccato con decisione.
Con una vittoria che garantirebbe il passaggio del turno, ci sono molti motivi per cui la squadra di Clarke dovrebbe provare a giocarsela senza troppi calcoli.

Esporsi troppo dietro, però, scegliendo un atteggiamento troppo offensivo con il passare dei minuti, rischia di essere più un ostacolo che un vantaggio.
Sapere di poter ancora qualificarsi come terza classificata potrebbe inoltre essere un’ipotesi che Clarke valuterà nei minuti finali, se la partita dovesse restare in equilibrio.
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