Scegli squadre e giocatori preferiti e ricevi tutte le news!
Calciomercato, notizie, interviste: attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti selezionati in base alle tue scelte
Come attivare queste notifiche?

Bramato, cercato e pagato caro. Dopo tre anni di corte serrata la Juventus riesce a riportare a casa Randal Kolo Muani, dopo un buon inizio da prestito del PSG sotto Igor Tudor. Il francese però fa fatica a esprimersi, e nelle prime tre partite di Serie A, schierato sempre titolare, è stato uno dei peggiori in campo. Vuoi per i gol mangiati nella prima, per la mancanza di conclusioni nella seconda, o per essere completamente annullato dalla difesa rossonera nella terza (2 su 11 i duelli vinti).
Spalletti con lui ha provato a usare il bastone e la carota. Prima pungolando l'orgoglio dopo gli errori contro il Frosinone - "Deve capire che se non gioca da due anni c'è un perché" - poi accarezzandolo dopo la partita col Milan - "Io resto sul carro di Kolo Muani, l'ho fortemente voluto e vediamo a fine anno dove ci porterà questo carro" -. Il rischio è però che il carro sbandi pericolosamente fino a travolgere pure il tecnico.

Spalletti, del resto, non sarebbe neanche l'unico abbagliato dal talento del francese ex Psg, talento che però ha espresso solo a sprazzi, soprattutto in Germania all'Eintracht Francoforte, convincendo il PSG a sborsare ben 90 miloni di euro per portarlo al Parco dei Principi. Una cifra monstre che ha mantenuto alto il residuo dell'ammortamento, costringendo la Juve ad aprire il portafogli versando 38 milioni di euro più 12 di bonus, per un totale di 50 milioni, la cifra richiesta dai parigini.
Un acquisto illogico
Una cifra importante, visti anche i paletti Uefa, che la dice lunga sulle aspettative dei bianconeri. Un acquisto per certi versi però illogico per più motivi. Il primo, è che Kolo Muani è stato cercato tra tre dirigenze diverse. Prima da Giuntoli, che l'ha portato in prestito, poi da Comolli che ha cercato a tutti i costi di riportarlo a Torino arrivando allo scontro con Al-Khelaifi, e infine da Carnevali che ha dovuto ricucire lo strappo e accontentare le pretese dello sceicco.
Tre dirigenze diverse hanno voluto il francese. Qualcosa difficile da spiegare se non si pensa a qualcos'altro, magari inerente a promesse passate per salvaguardare le relazioni tra i proprietari. Anche perché tecnicamente il suo acquisto non risolveva sulla carta il problema principale della Juventus, e cioè il gol. Il francese, infatti, nella sua migliore stagione in Germania ha messo a segno 15 reti, poi 8 col Psg, 8 in prestito alla Juve e soltanto una lo scorso anno in prestito al Tottenham. Insomma, non proprio un bomber, visto che tra l'altro nei piani avrebbe dovuto sostituire l'apporto offensivo in termini di gol di Dusan Vlahovic.

Cercasi centravanti d'area
Kolo Muani per caratteristiche non è neanche il giocatore bramato e descritto da Spalletti lo scorso anno, quello capace di fare a sportellate, cattivo sotto porta e bravo di testa, invocato a più riprese. Tanto che per ovviare almeno al problema di avere qualcuno che impatti in area i tanti cross che la Juve fa spiovere al centro, si è pensato negli ultimi giorni a portare a casa in prestito Nick Woltemade, uno che non è propriamente un centravanti, non segna molto, non fa a sportellate in area, non ha il colpo di testa come pezzo migliore del repertorio, ma almeno è alto 1.98 m. Però ieri a inzuccarla ci ha dovuto pensare un difensore, il solito Gatti, schierato in area avversaria, che si è preso una piccola rivincita dopo essere finito ai margini delle scelte del tecnico.
Spalletti e i tifosi si aspettano invece che a metterla dentro sia il loro numero 9, chiamato e pagato per quello. Vedremo se Kolo Muani saprà sciogliersi e premiare la fiducia, l'impressione però è che se il tecnico di Certaldo voleva il suo Osimhen, con il francese ha sbagliato persona.
Se è Serie A, allora DAZN
Su DAZN c'è più della partita: show, fan zone e fantacalcio per vivere ogni giornata.

