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La sfida tra Milan e Venezia a San Siro ha visto i rossoneri imporsi per 2-0, ma il punto di svolta tattico ed emotivo della partita è stato l'1-0 segnato al 69esimo da Gonçalo Ramos, che fino a quel momento aveva preso solo delle decisioni tecniche sbagliate.
Fino a quel momento, la gara era stata un monologo d'attacco rossonero sprecato e frustrante, complicato dalle parate di uno Stanković in grande spolvero e da una traversa colpita da Yunus Musah ad inizio ripresa.
Chi: Ramos segna dopo vari errori
Nel primo tempo si era fatto notare più per gli errori sotto porta che per altro. Poi, Goncalo Ramos si è ricordato non solo dei 70 milioni spesi per il suo cartellino da parte dei rossoneri, ma anche delle sue capacità di finalizzazione. Il suo sinistro in diagonale nel secondo tempo ha sbloccato una partita che si stava complicando per i padroni di casa. Il tutto dopo un altro errore sotto misura, stavolta di testa.
La rete di ieri potrebbe essere stata quella della definitiva presa di coscienza da parte dell'attaccante portoghese, che ha così permesso a San Siro di vedere il Milan salire al primo posto. E in un contesto emozionato per l'addio di Rafael Leao, che ha salutato in lacrime lo stadio dove ha vinto uno Scudetto da protagonista. Che sia arrivato il cambio della guardia?

Come: Amorim non è soddisfatto
"Abbiamo sofferto l’uno contro uno, alcune transizioni, ma abbiamo avuto più occasioni di loro per segnare. È chiaro, ma non abbiamo mai avuto il possesso per lungo tempo. Abbiamo gestito alcune cose bene, altre meno, dobbiamo continuare a lavorare ma abbiamo vinto, ed è questa la cosa più importante”. Queste le parole a fine gara di Ruben Amorim, che ha ammesso di non aver troppo gradito il modo in cui i suoi hanno portato a casa la partita.
Ed è proprio qui che al Milan possono finalmente pensare di aver trovato un allenatore diverso. Il lusitano, infatti, cerca la forma oltre alla sostanza. E il suo calcio dinamico è quello che voleva vedere la San Siro di colore rossonero. Le sue scommesse tattiche sono state vinte, specialmente quando ha inserito Saelemaekers e Adrien Rabiot. L'unico dubbio è il perché i due abbiano iniziato dalla panchina.
Perché: Gila e l'uscita dal basso
Arrivato al Milan dopo aver battuto la concorrenza del Napoli, Mario Gila si è subito ben inserito negli automatismi di Amorim. E lo ha fatto senza rinunciare alla sua essenza di centrale rapido nelle chiusure e svelto nel far ripartire la manovra. Dopo anni in una difesa a quattro, lo spagnolo ha dimostrato subito di essere capace di giocare benissimo anche in una retroguardia a tre, e la sua precisione nei passaggi - 51 passaggi riusciti su 57, ossia l'89,5%, ne conferma la centralità nell'uscita dal basso.
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