Chissà che faccia avrà fatto Frenkie De Jong (25) quando il sorteggio di Europa League ha messo il suo Barcellona di fronte al Manchester United nello scenario dei sedicesimi di finale. Il centrocampista olandese, corteggiato a più riprese dal club mancuniano l'estate scorsa, ha sempre rispedito con decisione al mittente tutte le avance, nonostante lo stesso Barça premesse affinché il tulipano accettasse l'offerta dello United. I catalani, bisognosi di fare cassa, avevano individuato in lui l'elemento adatto per ottenere circa 80 milioni e sanare in parte le proprie casse. Ma il pupillo di Ronald Koeman è voluto restare.
Adesso, dopo la retrocessione dei blaugrana in Europa League, sarà lui il primo a fremere per questo doppio scontro, con l'obiettivo di dimostrare quanto meriti la maglia blaugrana proprio affrontando coloro che lo hanno fortemente voluto. E lo stesso si potrà dire dei suoi mancati compagni di squadra, che scenderanno in campo con la motivazione di chi vuole provare di essere una grande realtà del calcio europeo nonostante un importante downgrade recente a livello di risultati.
A godere di questa finale anticipata, oltre agli amanti del calcio, ci saranno le altre candidate alla vittoria del torneo, che vedranno giocoforza una delle due favorite fuori dalla competizione. Alle cinque Champions League del Barça lo United risponde con tre, e ai 799,50 milioni di valore della rosa dei catalani fanno fronte i 752,60 degli inglesi (dati Transfermakt).
Uno dei meno entusiasti di questo doppio scontro è l'allenatore dei catalani Xavi (42), che mastica ancora amaro per l'eliminazione in Champions League ed è consapevole della difficoltà dell'eliminatoria: "È il peggior rivale che ci poteva toccare, ma tutto ciò ci dà una grande motivazione a far bene. Dovremo competere, anche perché lo United è un rivale storico e il duello è molto attraente".
L'andata avrà luogo a Barcellona, mentre il ritorno a Manchester. Sarà un doppio confronto molto speciale per Cristiano Ronaldo (37), che con il Barça ha vissuto le sfide più belle e intense della sua carriera, specialmente negli anni in cui sulla panchina blaugrana c'era Pep Guardiola e su quella blanca José Mourinho. Per il momento fuori dai titolari per scelta del tecnico Erik ten Hag, il portoghese cercherà di ricavarsi il suo spazio specialmente per il match di ritorno in un Camp Nou che lo ha sempre beccato ancora prima del suo passaggio ai nemici storici del Real Madrid.
Nello storico di questa gara così prestigiosa, praticamente da Champions League, il Barcellona è in netto vantaggio, con cinque vittorie in dieci partite. Negli altri scontri si sono registrati quattro pareggi e un solo trionfo casalingo dei Red Devils nella primavera del 2008, quando Lionel Messi era ancora un pulcino e Guardiola non era ancora arrivato per cambiare tendenza e paradigma. Proprio in quella Champions 2007-08 lo United conquistò la sua terza coppa dalla grandi orecchie, superando il Barça. Dalla primavera successiva la vittoria dei catalani nella finale di Roma avrebbe dato il via a un nuovo ciclo, e a un sorpasso assoluto da parte dei blaugrana, vincitori poi di tre Champions.
14 anni dopo, e in Europa League, lo scenario è un altro. Le due contendenti, tuttavia, portano con sé la loro grandezza e le ambizioni di chi, dopo aver regnato, vuole tornare a farlo quanto prima.
