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La Roma arriva all'appuntamento con il Torino con una certezza e una necessità: non lasciarsi distrarre da ciò che è stato. Domani alle 18.30, allo Stadio Olimpico Grande Torino, i giallorossi saranno chiamati a dare continuità al proprio percorso contro una squadra che Ignazio Abate ha costruito per rendere la partita sporca, intensa e difficile.
Gian Piero Gasperini lo sa bene e alla vigilia ha insistito soprattutto su un concetto: servirà una squadra al massimo, senza risparmiare energie e senza appoggiarsi sulle prestazioni delle gare precedenti.
Il tecnico ha però anche lanciato segnali molto chiari sulle proprie scelte. A partire da Paulo Dybala, la cui gestione resta necessariamente legata alla condizione fisica: "Quando sta bene, gioca. Ci si riposa quando si è stanchi: non può prevedere eventuali infortuni. Se sta bene, gioca. L'importante è sfruttare il momento positivo di tutti: giochiamo sempre partite difficili, domani troveremo una squadra determinata che vorrà il massimo. In qualsiasi competizione, se non stai al tuo massimo, non puoi pensare di vincere. Domani servirà una grande partita per vincere: ci serve una squadra al massimo e di dimenticarci la partita appena giocata. Domani dobbiamo essere a posto".
"Bisogna avere un gruppo solido, come il nostro e non va mai minato. Sono tutti giocatori che ci soddisfano e hanno tutti la nostra fiducia. Non c'è uno standard unico per gestire queste partite: si naviga a vista, sperando di azzeccarci. Lo sarà ancor di più dopo la sosta. In genere, quello che vedo io è che se vedo uno che sta bene continua a giocare, se vedo uno affaticato lo faccio riposare per poi rimetterlo una volta che ha recuperato. Va preso il meglio di tutti, considerando che sono molto affidabili: non esistono bocciature. Altrimenti, entriamo in un meccanismo di polemica".
Il discorso si allarga inevitabilmente alle tante soluzioni a disposizione dell'allenatore. In difesa, ad esempio, considera pienamente coinvolti tutti gli interpreti: "Smettetela con questa gerarchia, non ha nessun senso per la squadra. Sono tutti giocatori importanti: è cresciuto Ghilardi, è arrivato Koulierakis, Balerdi lo conoscevamo fosse di grande spessore. Se entriamo nel discorso delle gerarchie non funziona: nelle squadre che fanno la Champions ci sono tutti titolari, altrimenti si fa solo polemica".
"Domani recuperiamo Pellegrini, Malen fuori dal normale"
La stessa filosofia accompagna il reparto offensivo. "Castro diventa titolare e Malen una riserva? Siamo sempre lì... è un giocatore importante. Lui è sempre entrato, come Mora. Domani recuperiamo pure Pellegrini: lo convoco e lo porto a Torino. Domani ci siamo davvero tutti, giusto Lulli ha un po' di febbre ma già oggi sta meglio. Domani è una partita molto importante".
Poi c'è Malen, protagonista del percorso recente della Roma: "Difficile pensare a questi numeri straordinari, fuori dal normale: ha fatto qualcosa di speciale, con continuità. Sono numeri straordinari anche per il modo in cui sono arrivati. Chiaro che con Malen sapevo potesse diventare importante per noi, ma siamo andati oltre".
Ancora più netto l'elogio per Rodrigo Mora: "Vedo un giocatore di grande talento, molto giovane e che ha bisogno di completarsi ancora. Quello che ha fatto in queste prime apparizioni è quello di un giovane di livello. Non credo ci sia un giovane in grado di essere più protagonista di lui nel calcio al momento".
"De Roon non è una bandierina"
Tra i temi più significativi della vigilia c'è poi Marten de Roon. Il ritorno del centrocampista sotto la gestione di Gasperini ha inevitabilmente creato un filo diretto con il passato atalantino, reso ancora più evidente dallo striscione esposto a Bergamo.
"De Roon è stato un giocatore che per anni ha portato il nome dell'Atalanta in alto per il mondo, facendo qualcosa di straordinario. ora è con noi ed è una fortuna: non è colpa sua, non faceva più parte dei piani dell'Atalanta... che doveva fare? Non è una bandierina, ma è uno striscione a tutta curva per quella società. Come sta? Vediamo, sta rientrando: abbiamo 4 centrocampisti, sono tutti importanti".
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