La terza giornata mette subito di fronte due delle sette squadre ancora a punteggio pieno. Roma e Atalanta arrivano all’Olimpico con sei punti, ma soprattutto con la sensazione di aver imboccato la stagione sulla strada giusta. I giallorossi hanno impressionato per qualità, concretezza e continuità, segnando otto gol senza subirne alcuno contro Fiorentina e Lecce; la squadra di Maurizio Sarri ha invece superato Sassuolo e Bologna sempre di misura, mostrando una solidità accompagnata da qualche inevitabile passaggio a vuoto.
È dunque un vero e proprio scontro diretto tra due formazioni che hanno iniziato il campionato guardando tutte le altre dall’alto. Per la Roma è l’occasione di dare sostanza all’entusiasmo delle prime due giornate e trasformare un avvio brillante in una candidatura credibile; per la Dea, il primo vero confronto con una delle squadre che fin qui ha convinto di più. Una partita che porta con sé anche una componente personale tutt’altro che secondaria: Gian Piero Gasperini e Marten de Roon ritrovano infatti da avversari il club con cui hanno scritto pagine importanti della propria storia.
Roma, la forza della continuità
Più ancora dei sei punti in classifica, è il modo in cui sono arrivati a raccontare il momento dei capitolini. Due vittorie, otto reti segnate e nessun gol incassato hanno acceso l’entusiasmo dell’Olimpico, ma la striscia positiva dei giallorossi affonda le proprie radici anche nella parte finale della scorsa stagione.
La squadra di Gasperini ha perso soltanto una delle ultime nove partite ufficiali, mettendo insieme otto vittorie e un pareggio. L’ultima sconfitta risale al 5 aprile, quando l’Inter si impose 5-2 a San Siro. Da allora la Roma ha trovato una continuità di rendimento che si riflette soprattutto nella fase difensiva: sette clean sheet nelle ultime nove gare e appena tre reti concesse.
Numeri ai quali si accompagna una vena realizzativa altrettanto significativa. I giallorossi vanno in gol da 19 partite ufficiali consecutive, per un totale di 44 reti. All’Olimpico la striscia è ancora più lunga: sono 16 le gare interne di fila con almeno una rete all’attivo, per 37 gol complessivi. L’ultima partita senza esultare davanti al proprio pubblico risale al 30 novembre 2025, nello 0-1 contro il Napoli.
In questo avvio di stagione, però, c’è un nome che più di tutti sta traducendo la qualità della Roma in gol: Donyell Malen.
Malen, una certezza sotto porta
Cinque gol nelle prime due giornate sono già sufficienti a spiegare l’impatto avuto dall’attaccante olandese. Malen ha iniziato il campionato con una continuità realizzativa impressionante e l’Atalanta rappresenta ora il banco di prova ideale per capire se quella vena può trasformarsi in una costante dell’intera stagione.
I numeri, del resto, raccontano un rendimento che non nasce soltanto nelle ultime settimane. Nel 2026 Malen è il miglior marcatore della Serie A con 19 reti in 20 presenze, una ogni 85 minuti nei 1.613 disputati. Una produttività che ne certifica il peso all’interno del progetto di Gasperini e che inevitabilmente lo mette al centro della preparazione dell’Atalanta.

Fermare Malen significherà quindi togliere alla Roma una delle sue armi più affilate, ma non l’unica. Perché alle spalle dell’olandese c’è - oltre a un Dybala in grande spolvero - una squadra che ha già dimostrato di saper costruire occasioni con continuità e di poter trovare soluzioni diverse per arrivare alla porta.
E proprio qui si inserisce uno degli aspetti più interessanti della sfida: la Roma arriva all’appuntamento con una certezza offensiva in più, ma anche con un conto aperto con il recente passato.
Un tabù da spezzare
La Roma non batte l’Atalanta da otto partite consecutive. Per ritrovare l’ultima vittoria giallorossa bisogna tornare alla stagione 2021/22, quando all’Olimpico bastò un gol per conquistare i tre punti. Da allora, il confronto ha preso una direzione favorevole alla Dea, capace di trasformare questo incrocio in uno dei più complicati per i capitolini.
Questa volta, però, lo scenario sembra essere cambiato. Gasperini conosce alla perfezione l’avversario, ma soprattutto sembra aver trasferito definitivamente alla Roma i principi che per anni hanno contraddistinto il suo calcio. La squadra giallorossa ha assimilato idee, intensità e meccanismi del tecnico, mostrando fin dalle prime uscite della stagione 26/27 una riconoscibile impronta gasperiniana.

Dall’altra parte, Sarri torna all’Olimpico con il dente avvelenato - dopo l’esperienza negativa sulla panchina della Lazio - e si presenta al primo grande appuntamento della stagione con una squadra ancora imbattuta e con la possibilità di misurare immediatamente le proprie ambizioni.
È una sfida che arriva presto, ma che può già dire molto. La classifica mette Roma e Atalanta sullo stesso gradino, i primi risultati hanno alimentato aspettative diverse e il precedente recente aggiunge ulteriore peso al confronto. Novanta minuti per capire se la Roma può davvero trasformare questo avvio in qualcosa di più grande e se l’Atalanta è pronta a confermarsi lassù, quando il calendario comincia a chiedere risposte di livello.
All’Olimpico, insomma, non è soltanto una questione di tre punti: è il primo vero esame della stagione.
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