Dopo i pesanti scossoni legati al probabile addio di Luka Modric e al saluto di Rafael Leao, che ha manifestato la volontà di misurarsi in un altro campionato, in casa Milan si apre un altro fronte da monitorare con attenzione.
Dal ritiro con la nazionale degli Stati Uniti, anche Christian Pulisic ha deciso di rompere il silenzio, tracciando un bilancio decisamente amaro di un 2026 fin qui molto deludente con la maglia rossonera, in un momento in cui l'intero reparto offensivo del futuro sembra un rebus.

L'autocritica di Pulisic e il futuro dell'attacco rossonero
Ai microfoni di Espn.com, l'attaccante americano non si è nascosto dietro ai classici alibi, preferendo fare un'onesta autocritica sulle proprie prestazioni e sul momento complicato vissuto a Milanello negli ultimi mesi, rivendicando però la massima professionalità: "Non cerco di dare colpe o di capire quali siano stati i problemi", ha ammesso con franchezza Pulisic. "Ci sono stati momenti in cui avrei potuto fare molto meglio ed è stato un periodo difficile per la nostra squadra. È stato un periodo difficile per me, ed è a questo che si riduce tutto. Ovviamente sono dispiaciuto, ma ora devo guardare avanti, a ciò che ho di fronte. Non ho cambiato il mio modo di allenarmi, il mio modo di prepararmi, né il modo in cui continuo ad andare avanti e a cercare di migliorare ogni giorno. Lo faccio ancora ogni giorno ed è per questo che posso tenere la testa alta".
Le parole del classe '98 arrivano in un momento di totale transizione per il club. Con il destino di Leao e Modric ormai segnato, la dirigenza si trova costretta a pianificare una vera e propria rivoluzione in estate. In questo scenario di profondo rinnovamento e con un Milan tutto da rifondare, anche la posizione e la permanenza dello stesso Pulisic andranno valutate attentamente nelle prossime settimane di mercato.
