Un blitz inatteso del duo Massara-Ottolini, e dopo le visite mediche, la firma sul contratto. Con un colpo a sorpresa la Juventus si è assicurata il talento di Kerim Alajbegovic, strappandolo a una nutrita concorrenza, tra cui quella del Chelsea, che fino alla fine ha provato a fargli cambiare idea. L'eventualità di un prestito non era però nei progetti di questo 18enne fantasista bosniaco, che anche in questa decisione ha mostrato quella personalità forte, già fatta vedere nei playoff contro l'Italia e nel torneo mondiale.
E così Kerim Aljabegovic, come un moderno Ulisse, è rimasto insensibile alle sirene della Premier League, facendosi legare all'albero della sua nave dall'amico pigmalione Miralem Pjanic, e ha fatto rotta verso Torino. Un piccolo ruggito della Serie A di fronte alla voracità inglese che divora tutto, sputando briciole che diventano stelle luminose in campionati minori come il nostro: Scott McTominay e Donyell Malen sono lì a dimostrarlo.
Nato in Germania, esploso con la Bosnia
Questo giovane classe 2007, che nel tempo libero come i suoi coetanei ama giocare ai videogiochi e ascolta rap tedesco, è nato a Colonia ma non ha mai militato nelle giovanili della Germania, rendendosi immediatamente disponibile per vestire la maglia della Bosnia, che non ha perso tempo a farlo debuttare. Dopo la trafila nelle Under, in nazionale maggiore ha segnato contro San Marino, diventando il più giovane marcatore di sempre in una partita ufficiale.
A livello di club, dopo aver lasciato le giovanili della sua città a nemmeno 14 anni, si è aggregato a quelle del Bayer Leverkusen, che l'ha mandato a farsi le ossa al Salisburgo, prima di riprenderselo con la recompra e venderlo alla Juventus per 33 milioni di euro più bonus.

"Tecnica di prim'ordine, può arrivare sicuramente ai livelli di Musiala e Wirtz"
Che giocatore è Kerim Alajbegovic ce lo dice il suo primo allenatore Thomas Letsch, tecnico 57enne che lo fa ha fatto debuttare con la maglia del Red Bull Salisburgo, intervistato da Tuttosport: "È un destro naturale ma molto bravo anche col mancino: parte dalla posizione di ala sinistra per poi accentrarsi. Tecnica di prim’ordine, dispone di un ottimo tiro ed è devastante nell’uno contro uno visto che il dribbling è una delle sua specialità". Un talento che oggi viene paragonato a Musiala e Wirtz, e il tecnico non ha dubbi: "Sono certo che raggiungerà il loro livello se continuerà di questo passo”.
Quello che probabilmente ha spinto la Juventus a investire su di lui, mettendo da parte i dubbi su ambientamento e pressioni è il carattere: "Lui vuole sempre vincere, non ci sta a perdere - dice Letsch - lo accetta malamente. Quando perde s’incupisce e s’arrabbia. Perché si sente un vincente, nato per vincere trofei. In un grande club italiano di Serie A potrà solo continuare a migliorare e a rinfrescare la bacheca societaria".
Alajbegovic però preferisce la posizione già occupata nella Juve da un altro grande talento, uno dei più fulgidi della Serie A, Kenan Yildiz, per il quale la Juventus - tornando al discorso delle sirene inglesi - ha respinto le avance dell'Arsenal: "Due grandi talenti che hanno in comune la nascita e la crescita calcistica in Germania e quindi in campo saranno agevolati anche dal fatto di parlare la stessa lingua... Quanto alla posizione, Spalletti ha tanta esperienza e saprà trovare certamente il modo di farli coesistere al meglio. Magari alternandoli tra fasce e un posizione più da sottopunta. “Ke-Ke” (Kenan & Kerim) può diventare una grande coppia”.
La Juventus, che ha bisogno di tornare ad alti livelli, se lo augura. Intanto ringrazia Pjanic per l'ultimo assist.
SEGUI TUTTE LE TRATTATIVE DI CALCIOMERCATO IN DIRETTA
Per non perderti nessuna novità sul mercato, segui il nostro live. Trattative, indiscrezioni, affari ufficiali, retroscena e aggiornamenti in tempo reale dall'Italia e dall'estero. Tutto in un unico spazio, minuto per minuto.
