Inchiesta escort a Milano, i calciatori negano tutto: "Mai pagato le ragazze"

Alessandro Bastoni, Daniel Maldini e Riccardo Calafiori
Alessandro Bastoni, Daniel Maldini e Riccardo CalafioriSportimage, Sportimage Ltd / Alamy / Profimedia

Svolta nell'inchiesta sul giro di escort a Milano: Maldini jr, Bonifazi e Calafiori negano i pagamenti ai pm. Bastoni indagato per prostituzione minorile si avvale della facoltà di non rispondere. Sotto la lente d'ingrandimento le chat dei telefoni sequestrati.

È entrata nel vivo l’indagine della Procura di Milano sul presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione che orbita attorno alla Ma.De Milano, agenzia di eventi di Cinisello Balsamo. Tra ieri e oggi, i magistrati hanno ascoltato come testimoni alcuni volti noti del calcio di Serie A e internazionale: Daniel Maldini (attaccante dell'Atalanta), Kevin Bonifazi (difensore del Bologna) e Riccardo Calafiori (difensore dell'Arsenal e della Nazionale).

Davanti alle pm Rosaria Stagnaro e Bruna Albertini, i calciatori hanno risposto respingendo con fermezza l'ipotesi di aver versato denaro in cambio di sesso. Stando alle loro deposizioni, i giocatori hanno affermato di non aver "mai pagato le ragazze" incontrate nei locali di lusso milanesi, ribadendo che le giovani presenti alle serate "avevano piacere di stare in loro compagnia, di frequentarli". Testimonianze che, per il momento, non modificano il quadro accusatorio del pacchetto "all inclusive" (cene e dopocena con ragazze bellissime) ipotizzato dagli inquirenti a beneficio di clienti facoltosi.

La situazione di Bastoni

La svolta dell'inchiesta riguarda però un altro nome di peso: Alessandro Bastoni. Il difensore dell'Inter e della Nazionale è attualmente l'unico calciatore iscritto nel registro degli indagati, con l'accusa di prostituzione minorile per presunti contatti risalenti al 2020 con una ragazza di 17 anni e 8 mesi. Convocato per un invito a comparire nella mattinata di oggi, Bastoni non si è presentato davanti ai magistrati: assistito dal suo legale, Salvatore Scuto, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.

Le indagini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria si concentrano ora sull'analisi informatica dei telefoni sequestrati ad aprile ai presunti promotori del sistema, Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, e sulle chat consegnate dalle stesse ragazze. Proprio dai messaggi di WhatsApp scambiati tra Bastoni e un tuttofare dell'agenzia sarebbero emersi i riferimenti a una "minorenne" con cui il calciatore avrebbe avuto una relazione, circostanza che la giovane ha tuttavia negato a verbale. I prossimi passi investigativi definiranno se estendere le audizioni ad altri atleti.

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