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Al termine della partita con il Como, il tecnico del Genoa, Daniele De Rossi, ha commentato la sconfitta per 4-1 (Baturina, Paz e doppietta di Diao) dando ampi meriti ai lariani.
Più merito del Como, squadra che ormai gioca a memoria, o demeriti vostri?
A metà. È vero che ci hanno messo in difficoltà ed è vero che non eravamo partiti bene. Contro una squadra del genere devi essere perfetto per 90 minuti. Eravamo anche passati in vantaggio e forse quella era la cosa più importante, perché sapevamo che, quando sono loro a portarsi avanti, diventano devastanti ed è difficile riprenderli. Loro sono una squadra molto forte: forse quella che mi ha impressionato di più da quando sono qui a Genova. Non avevo ancora affrontato una formazione così forte, sia individualmente sia collettivamente. Non c’è mai stata la sensazione di poterla riprendere, se non attraverso un episodio che purtroppo non è arrivato.
Forse il terzo gol, arrivato a cinque minuti dall’intervallo, si poteva evitare. Nico Paz è stato bravo ad attaccare la profondità, ma oggi avete mostrato un po’ di fragilità e poca attenzione in alcune situazioni difensive?
Vorrei rivedere bene tutto, ma per quello che ho visto è stato difficile affrontarli. Sono molto tecnici e, se non li aggredisci, ti palleggiano in faccia. Eravamo già sul 2-1 e avevamo voglia di andarli a prendere per provare a recuperare. Non mi capita mai di pensare soltanto a non subire un altro gol, ma speravo di non andare all’intervallo sotto di due reti. Sono forti, tecnici e fisici: se non sei perfetto difensivamente, come non lo siamo stati in quella circostanza a livello di linea e non soltanto individualmente, ti fanno pagare gli errori più di altre squadre.

Ci sono volte in cui perdi e ti arrabbi con l’arbitro, altre in cui te la prendi con te stesso. Ci sono anche occasioni nelle quali devi riconoscere che gli avversari sono stati migliori di te: oggi il loro allenatore è stato più bravo di me e i loro giocatori si sono espressi a un livello superiore rispetto ai nostri.
A cosa si aggrappa per continuare ad avere fiducia nel gruppo e nel percorso verso la salvezza?
Proprio al mio gruppo e alla consapevolezza che questi ragazzi abbiano nelle corde i punti necessari per raggiungere il nostro obiettivo. Anche lo scorso anno abbiamo attraversato un ciclo di tre sconfitte contro Atalanta, Roma e Inter, se non sbaglio, per poi pareggiare contro Pisa e Milan: due punti in cinque partite. Per le squadre che devono lottare per la salvezza ci sono momenti in cui il calendario può penalizzarti.
Riparto da come i ragazzi hanno lavorato in questi mesi, dal fatto che il mercato sia finito e che adesso sappiamo chi siamo. Riparto anche dallo stadio. Non voglio fare il ruffiano, ma quelli che ci comprendono più di tutti sono in gradinata, in tribuna e dentro questo stadio, che sarà fondamentale per conquistare i punti che sono sicuro riusciremo a ottenere.
Ci sono però diverse cose da migliorare e non possiamo parlare soltanto del calendario, perché lo scorso anno abbiamo sempre pensato di poter fare punti anche contro le grandi.
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