Un Olimpico euforico e ruggente ha accolto la sfida tra Roma e Juventus, due candidate a qualificarsi alla prossima Champions League. E a partire meglio sono stati proprio i giallorossi: Pisilli calciava di destro e Perin si distendeva per togliere il pallone dall’angolo, mentre sulla ribattuta Pellegrini non riusciva a essere preciso.
La Juventus cercava di rispondere, ma appariva un po’ sprecona. In una ripartenza con Cambiaso, Yildiz e David gestivano male una superiorità numerica, e poco dopo Yildiz dal limite calciav alto. Chi non smetteva mai di correre era il solito Malen, che prima veniva fermato da Kalulu e poi da Perin, dopo una sponda di Mancini. Poi, era Bremer a salvare sull'olandese con una splendida spaccata.

Capolavoro
Gli ospiti però non stavano a guardare, rendendosi pericolosi con un un colpo di testa di McKennie che finiva di poco a lato. Subito dopo Cristante murava Conceição in area, interrompendo una bella ripartenza avviata da Yildiz. Dall’altra parte, su cross dalla destra, Cristante colpiva di testa ma mandava fuori misura dopo aver anticipato Kelly sul primo palo.
Al 36’ arrivava lo splendido gol di Wesley: servito da Pisilli, il brasiliano si faceva trovare libero sulla sinistra, controllava il pallone e tracciava un tiro a giro imprendibile per Perin, portando così avanti la Roma. Nel finale di tempo la Juventus provava a reagire prima dell’intervallo: Yildiz avanzava sulla trequarti ma scivolava sul più bello; il pallone arrivava comunque a David, che però calciava alto sopra la traversa.

Botta e risposta
I bianconeri, però, non ci stavano, e due minuti dopo l'inizio del secondo tempo rimettevano tutto in parità con una volée strepitosa di Conceicao, che trovava l'incrocio opposto con una balistica perfetta. Una prodezza che rispondeva a quella di Wesley, in uno scontro tutto in accento portoghese.
La partita era vibrante, e il ritmo non faceva che crescere. Al 54esimo i giallorossi tornavano avanti: su un cross da destra di Pellegrini Mancini non arrivava, ma la palla finiva a Ndicka, che trovava il tempo giusto per colpire al volo e infilare Perin da pochi metri. Rimesso il muso avanti, la squadra di casa ritrovava anche la fiducia nei suoi mezzi.
Boga risponde a Malen
Col passare dei minuti, il dinamismo dei giallorossi aumentava, e in mezzo al campo la maggior parte dei duelli erano vinti da Cristante e compagni. Al 65esimo arrivava quello che sembrava il colpo di grazia: Kone creava l'imbucata per Malen, che in profondità seminava Kelly e la pizzicava per scavalcare Perin e chiudere il match, certificando un momento di forma assoluto.

L'ultima mezz'ora scarsa scorreva con i capitolini in gestione e gli ospiti mentalmente incapaci di sbloccarla. Poi, il subentrato Zhegrova crossava da destra, con Celik che disturbava Yildiz nello stacco: la palla finiva sul destro dell'altro subentrato Boga, che colpiva al volo e batteva Svilar sul primo palo.
In extremis
Sentiva l'obbligo morale di provarci la Juve, che negli ultimi minuti andava all'attacco cercando di sfondare soprattutto sulle fasce. Wesley però faceva buona guardia su Zhegrova, dando prova di grande efficienza anche in difesa. Il kosovaro tentava il colpo dalla distanza ma senza imprimere forza né angolazione al pallone.
Gli ultimi sospiri juventini erano targati Boga e Yildiz, che sulla sinistra cercavano la scintilla giusta per riacciuffarla. Al 93esimo El Aynoui concede una punizione dalla destra a Zhegrova. Un errore madornale perché la palla a spiovere era spizzata di testa da McKennie e il subentrato Gatti sotto porta la infilava da centravanti sfondando la porta per trovare il 3-3 finale.
Un risultato amarissimo per i giallorossi, che hanno solo odorato la vittoria, mentre la Juventus ha onorato il suo motto "Fino alla fine" e ha limitato i danni. Una sconfitta sarebbe stata una mazzata per le speranze di un posto in Champions.

