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Il Napoli avrà un nuovo centro sportivo a Qualiano, in provincia di Napoli. Ad annunciarlo è stato Aurelio De Laurentiis, intervenuto a Roma nella sede dell’Associazione della Stampa Estera in occasione della consegna del premio sportivo alla carriera.
Il presidente azzurro ha svelato anche le dimensioni del progetto: “A Qualiano abbiamo trovato 17 ettari e mezzo dove metteremo 10 campi di calcio. E 7500 mq tra uffici e spogliatoi per prima squadra e tutte le giovanili”. La nuova struttura prenderà dunque il posto dell’attuale centro di Castel Volturno.
De Laurentiis: “A Napoli Est uno stadio da 70mila posti”
De Laurentiis è tornato anche sul tema del nuovo stadio e sulla possibilità di lasciare il Maradona. Il patron ha spiegato: “Ho una lettera d’intenti di un mese fa firmata con la Q8, a Napoli Est ho progettato uno stadio da 70mila posti e 120 Skybox, più un museo interattivo”. L’area individuata sarebbe quella della periferia orientale della città, un tempo occupata dalle raffinerie.
Il presidente ha indicato anche tempi e modalità dell’operazione: “Ci metterei 24 mesi, non chiedo soldi a nessuno. Il Comune dice che paghiamo 900mila euro all’anno, rido. Complessivamente per il Maradona paghiamo oltre 2 milioni all’anno e lo abbiamo in uso solo i giorni delle partite, dovendolo riconsegnare il giorno dopo tutto pulito”.
La posizione sul futuro dell’attuale impianto resta molto netta. Secondo De Laurentiis, infatti, “il Maradona andrebbe abbattuto per costruire nuove case per la città, il Comune vorrebbe investire 200 milioni per ammodernarlo ma con quella cifra faranno solo una carezza all’impianto”.
De Laurentiis contro Cardinale e il modello dei fondi
Nel suo intervento il presidente del Napoli ha parlato anche di Gerry Cardinale e, più in generale, dell’ingresso dei fondi nel calcio. Ricordando una cena con il proprietario del Milan di tre anni fa, De Laurentiis ha raccontato: “Mi fece un discorso a cui non obiettai perché altrimenti lo avrei preso e buttato fuori dalla cena. Diceva cose che, dal mio punto di vista, non stavano né in cielo né in terra. Era un proprietario che aveva esigenze da finanziere, non da vero imprenditore”.
Il ragionamento è stato poi esteso al modello finanziario applicato ai club: “Cardinale e i fondi hanno investito denaro per farlo fruttare ai loro investitori: se dopo un po’ di tempo non hanno avuto un guadagno, allora che beneficio è stato apportato? Nessuno”.
“Ho avuto successo senza mai imbrogliare”
De Laurentiis ha ripercorso anche i suoi 22 anni alla guida del Napoli, mettendo in parallelo calcio e cinema: “Se noi siamo stati bravi nel cinema che in Italia è sempre stato fallimentare, cosa vuoi che sia il calcio? Mi ci buttai a capofitto”.
Poi il bilancio della sua gestione: “Dopo aver vinto due scudetti e cinque coppe in 22 anni, avendo riportato entusiasmo ed essendo la squadra che da più anni consecutivamente è in Europa… bravissimi tutti, ho vissuto anche Calciopoli e ho avuto successo senza mai imbrogliare, ed è fondamentale per me”.
De Laurentiis sui giovani e la stoccata agli allenatori
Tra i temi affrontati anche la costruzione delle squadre del futuro. Il presidente non ha nascosto la sua preferenza: “Io vorrei una squadra composta soltanto da giovani”.
Quando il discorso si è spostato sugli allenatori e su Luciano Spalletti, De Laurentiis ha invece evitato di entrare direttamente nel merito dell’ex tecnico azzurro, per poi allargare il ragionamento al ruolo degli allenatori: “Gli allenatori devono capire di essere dei collaboratori chiamati a dirigere l’orchestra formata dai calciatori, ma rimangono comunque dei dipendenti. A volte tendono a dimenticarlo. È chiaro il ragionamento?”.
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