Comolli sul mercato: in sintonia con Spalletti, la base rimarrà, aggiungeremo giocatori di personalità

Damien Comolli
Damien ComolliMARCO BERTORELLO / AFP

L'amministratore delegato della Juventus parla dei piani di rafforzamento: "Pensiamo di avere una base forte di giocatori e vogliamo proteggerla. Vogliamo inserire giocatori che possano elevare la squadra dal punto di vista mentale, personale e caratteriale"

Damien Comolli, ad della Juventus, ha fatto il punto della situazione in casa bianconera in un incontro con la stampa: "Per noi, per la Juventus e per la maggior parte dei nostri tifosi, questa stagione è stata una grande delusione. Non siamo riusciti a raggiungere i nostri obiettivi. A un certo punto avevamo la sensazione che gli obiettivi fossero ancora raggiungibili, ma alla fine non ci siamo riusciti. Ci sono molte ragioni. Alcune le avevamo previste, altre no. Ovviamente mi assumo la responsabilità di tutto questo. Me ne assumo pienamente la responsabilità. È quello che ho detto ieri anche alla nostra area sportiva e al board. Dobbiamo fare molto meglio. Ringrazio i nostri tifosi, che sono stati incredibili per tutta la stagione. Speriamo di poter fare qualcosa di molto migliore in futuro".

Per quanto riguarda i progetti futuri, sottolinea ancora che la mancata qualificazione in Champions non li cambierà: "Non abbasseremo le nostre ambizioni perché non giocheremo la Champions League per una stagione. Continueremo a seguire le nostre ambizioni e il nostro piano. Potremo fare alcuni aggiustamenti, ma l'obiettivo finale resta lo stesso.  Vogliamo costruire una squadra che ci permetta di competere. Se dovremo vendere un giocatore, quel giocatore sarà sostituito da un altro dello stesso livello o di un livello superiore. Il nostro obiettivo è sempre questo: se qualcuno parte, deve arrivare qualcuno almeno dello stesso livello. Non si tratta di vendere e indebolire la squadra. Si tratta eventualmente di vendere per ragioni contabili, continuando però a rendere la squadra più forte. Siamo convinti di poterlo fare".

da direttore sportivo ho sempre pensato che un ciclo di tre anni fosse un buon ciclo nel calcio. Per esempio, mi piace valutare lo sviluppo di un settore su un arco di tre anni. Come amministratore delegato, presidente o dirigente apicale, penso che tre-cinque anni siano il periodo giusto per vedere i frutti del lavoro, per strutturare, pensare e sviluppare strategie". 

Il rapporto con Spalletti

Sul rapporto con Spalletti smentisce frizioni: "Sono sorpreso da tutte queste informazioni, perché molte sono false. Il mio rapporto con Luciano è sempre stato lo stesso: buono, con una comunicazione buona e costante. Ci incontriamo regolarmente, sia uno a uno sia con lo staff, nel suo ufficio o in altri contesti. È una collaborazione continua. Per quanto riguarda il mercato, da quando Luciano è arrivato abbiamo sempre condiviso piani, nomi e strategia. I giocatori arrivati a gennaio e quelli partiti a gennaio sono stati decisi in totale accordo. Le decisioni sono state prese insieme. Anche per la prossima stagione, Luciano ha parlato con i giocatori che vorremmo, nei limiti di ciò che è consentito dalle regole. È pienamente coinvolto e siamo in totale accordo su quello che stiamo facendo. Nella pianificazione della rosa, che Marco sta portando avanti, Luciano è coinvolto costantemente. Marco parla con Luciano molto più di me, ovviamente, perché Marco è il direttore sportivo." 

Luciano Spalletti
Luciano SpallettiREUTERS/Alessandro Garofalo

L'utizzo degli algoritmi

L'ad della Juventus poi parla del tanto dibattuto utilizzo degli algoritmi per scegliere i giocatori sul mercato: "L'algoritmo, i dati e le analitiche sono un modo per filtrare più velocemente le caratteristiche dei giocatori. E, per questo motivo, è anche un modo più economico, perché ci permette di usare meno risorse e di arrivare prima a una selezione più precisa. Il punto non è che l'algoritmo decide da solo. Il punto è mettere davanti all'area tecnica nomi di giocatori che siano stati filtrati dai dati, approvati dallo scouting e valutati anche dal punto di vista della personalità. Dobbiamo pensare che quei giocatori abbiano la personalità per giocare nella Juventus. È un lavoro comune, che mette insieme tre fonti diverse: i dati, lo scouting e la valutazione umana. In modo interessante".

Comolli specifica che quest'anno si punterà soprattutto sulla personalità dei giocatori, dopo le critiche del tecnico al carattere: "Luciano questa settimana mi ha chiesto se esistesse un modo per analizzare scientificamente il comportamento dei giocatori. Gli ho risposto che esiste, perché alcuni club europei di grande successo stanno usando approcci scientifici per analizzare linguaggio del corpo, personalità e comportamenti dei giocatori. Luciano era molto interessato e mi ha chiesto di mostrargli questo tipo di lavoro. Dopo la partita di domenica, stavamo parlando proprio della personalità e del carattere dei giocatori. Credo che giocare qui sia qualcosa di speciale. Per questo, soprattutto in questa finestra di mercato, stiamo cercando giocatori con un certo tipo di carattere. Luciano parlava di personalità. È per questo che, in modo condiviso tra management e area tecnica, stiamo cercando quel tipo di profilo".

Parlando di mercato, l'amministratore delegato conferma che un'attenzione particolare sarà riservata ai giocatori liberi: "Se guardate quello che ha fatto il Real Madrid negli ultimi 10-15 anni, vedete che ha spesso puntato giocatori alla fine del contratto o vicini alla fine del contratto. Se lo fa uno dei club più grandi e ricchi del mondo, significa che per ogni club il mercato dei free agent è importante. In alcuni anni, come l'anno scorso, io e Giorgio siamo arrivati tardi e quindi quel mercato era diverso. Quest'anno può essere diverso. Sì, ci stiamo concentrando anche sul mercato dei free agent dal primo gennaio, perché le regole FIFA lo consentono. Ma questo non significa che prenderemo tanti giocatori a parametro zero. Ci concentriamo su giocatori specifici per posizioni specifiche. Se alcuni di loro sono free transfer, fantastico. Se per altri dovremo pagare, allora investiremo".

I fallimenti di mercato: Zhegrova e Openda

Comolli inizia poi a parlare dei giocatori acquistati in estate che hanno deluso le aspettative, si parte da Zhegrova: "Su Zhegrova, il club sapeva che poteva esserci frustrazione, ma abbiamo scelto di portarlo perché ha una capacità molto chiara: può creare qualcosa dal nulla. Può uscire da una situazione con il destro o con il sinistro, ha una qualità specifica che sia l'algoritmo sia lo scouting ci avevano mostrato. C'era un accordo chiaro con il giocatore, che conosceva il suo ruolo. Capisco la sua frustrazione. Mi ha detto: "Se avessi segnato quel gol, forse avrebbe cambiato la mia stagione e la mia carriera". Gli ho risposto: "Sì, è possibile, ma ora devi essere abbastanza forte mentalmente per reagire". Siamo felici del suo contributo e anche l'allenatore è felice del suo contributo.

I numeri di Zhegrova in stagione
I numeri di Zhegrova in stagioneFlashscore

Il discorso su Openda è invece diverso: "Dopo la partita contro il Monaco, intorno al 28 gennaio, in cui aveva iniziato dall'inizio, non ha mostrato molto. Qui torniamo al tema della personalità e della capacità di adattarsi. La lista dei club che volevano Openda la scorsa stagione, anche in Champions League, era molto lunga. So che è un giocatore che ha mercato. Abbiamo analizzato molto e abbiamo parlato con lui per capire che cosa non abbia funzionato. L'errore è nostro, perché probabilmente abbiamo portato un giocatore con caratteristiche che non erano del tutto adatte alla Juventus, oppure un giocatore che non era ancora pronto per giocare nella Juventus. 

I numeri di Openda
I numeri di OpendaFlashscore

Il rinnovo di Vlahovic

Si passa poi al rinnovo di Vlahovic: "Alla fine è tutto nelle mani del ragazzo. Il potere decisionale è nelle mani del ragazzo, non nelle nostre soltanto. Non so se vi ricordate, ma l'ho detto molte volte dopo l'ultima finestra di mercato: l'accordo morale che ho fatto con Dusan, faccia a faccia, era questo: ne parleremo alla fine della stagione. Qualunque cosa fosse successa durante la stagione, non si sarebbe trasferito a gennaio, non avremmo parlato di un nuovo contratto e avremmo affrontato tutto alla fine. Abbiamo avuto discussioni con lui e con suo padre, e ci stiamo preparando ad altre discussioni. Come andrà non lo so. Dusan e suo padre ci hanno detto: finiamo la stagione, vediamo dove saremo, Champions League o non Champions League, e poi parleremo. Se avremo buone notizie ve lo diremo. O magari lo saprete prima voi di me".

Dusan Vlahovic abbracciato da Federico Gatti dopo il gol
Dusan Vlahovic abbracciato da Federico Gatti dopo il golREUTERS/Alessandro Garofalo

Il programma di mercato: mantenere la base e aggiungere personalità

Parlando della squadra del prossimo anno, Comolli dice che comunque la base dei giocatori presenti verrà mantenuta, e verranno fatti solo innesti mirati: "Pensiamo di avere una base forte di giocatori e vogliamo proteggerla. Pensiamo che su quella base si possa costruire, aggiungendo giocatori con determinate caratteristiche in determinate posizioni. Vogliamo inserire giocatori che possano elevare la squadra dal punto di vista mentale, personale e caratteriale. I risultati sono stati analizzati e sono molto chiari, ma sappiamo anche di avere una base che può competere. Vogliamo completare quella base con giocatori che possano aumentare ulteriormente il livello competitivo. Aggiungendo un paio di giocatori con mentalità, approccio e caratteristiche diverse, possiamo elevare tutta la squadra e anche i giocatori che sono già qui".

SEGUI TUTTE LE NOTIZIE DI GIORNATA LIVE

Calcio