Lionel Scaloni (48), nella conferenza stampa pre-partita, andata in scena due giorni prima e in un festival dello sport a New York, ha parlato di come l’Argentina dovrà approcciare la gaa con la Spagna per raggiungere il successo.
"Dobbiamo esprimere la nostra miglior versione per poter vincere. Non ci mettiamo in testa che sia una finale del Mondiale perché altrimenti rischiamo di perdere la concentrazione. Vedremo cosa succederà".
D’altra parte, ha analizzato il momento in cui si trovano i suoi giocatori. "Penso che la squadra abbia mostrato cose positive, soprattutto nelle ultime partite. Il secondo tempo contro l’Inghilterra è stato molto buono. Credo che stiamo bene, a parte alcune cose che bisogna migliorare, come sempre. Cercheremo di vincere la finale".
E, naturalmente, ha sottolineato la passione dei tifosi argentini. "Vedi la tua gente per come festeggia, vedi quanto sono felici, ti arriva e non può non toccarti il cuore. Alla fine, l’ho già detto, giochiamo per loro. Giochiamo per la nostra gente, per le nostre famiglie. Per tutte quelle persone che aspettano di vedere la Nazionale. Abbiamo recuperato qualcosa che credo sia molto prezioso: che la gente si metta davanti alla televisione con la maglia dell’Argentina e che un tifoso del River abbracci uno del Boca. Lo sentiamo, lo teniamo in considerazione, come potrebbe non emozionarti?".
Spagna
Scaloni ha parlato delle somiglianze e delle differenze tra la Spagna e l’Argentina. "Luis mi conosce come persona... ma non sa cosa penso del calcio. Sappiamo come giocano le nostre squadre, ma non abbiamo parlato dei modelli di gioco di ciascuno. Ogni squadra ha le sue sfumature, ma c’è un modello comune nell’attaccare attraverso il possesso palla. Abbiamo schemi simili, ci rafforziamo con il possesso, in questo è vero che siamo simili. Speriamo che domenica sia un bello spettacolo".
Sull’esperienza si è, invece, mostrato scettico. "Anche la Spagna ha giocatori che hanno giocato su grandi palcoscenici, che sono top nei loro club. Questa cosa della pressione, quando inizia a rotolare il pallone, il calciatore se ne dimentica. Non credo sia un handicap. Sono due squadre che quando scendono in campo cercano di fare il meglio attraverso il possesso".
Scaloni ha anche sottolineato di aver studiato bene l’avversario. "Sì, li abbiamo analizzati perché potevamo affrontarli a marzo. Abbiamo analizzato anche dallo scorso dicembre gli altri avversari al Mondiale. C’erano tanti avversari che studiavamo in vista di possibili incroci. E nemmeno l’analisi eccessiva va bene. Sappiamo come giocano, conosciamo i loro punti di forza e cercheremo di non lasciarglieli sfruttare".
Poi ha continuato: "Non dirò cosa ho detto a De la Fuente perché eravamo in una situazione surreale lì, in mezzo al nulla, gli ho detto che venivo per lui, altrimenti non sarei andato. E altre cose che non ti dirò. Cosa mi preoccupa di più della Spagna? Già il fatto che il pullman esca dall’hotel mi preoccupa. È una grande squadra, una grande nazionale. Stanno facendo un percorso molto buono con Luis, mi fa piacere".
Messi
Scaloni non si è voluto sbilanciare sul fatto che questo sia l’ultimo Mondiale di Messi. "Che ne so? Bisogna chiederlo a lui. Non ne ho idea perché continua a sorprendere. È una domanda per lui".
E ha elogiato il Mondiale che sta disputando a 39 anni. "Lui è storia pura. Storia, leggenda... che possa dire certe cose, che escano dalla sua bocca... mi riempie d’orgoglio. Che il miglior calciatore che il mondo abbia mai visto pensi così, è meraviglioso. Arrivare in finale, a 39 anni, credo sia qualcosa di incredibile. Per questo quando dicevo che dobbiamo goderci il momento, dobbiamo davvero apprezzarlo, quello che fa... la storia e la leggenda è lui, e tutto questo gruppo di giocatori che ci ha regalato anni meravigliosi.
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