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L'Argentina vola in finale e invade le piazze: festa grande dopo la rimonta sull'Inghilterra

La festa a Buenos Aires
La festa a Buenos AiresREUTERS/Tomas Cuesta

Dall'Obelisco di Buenos Aires alle piazze di Rosario e Córdoba, milioni di argentini celebrano il successo che vale la finale. Tra cori, bandiere e l'omaggio a Messi, fa discutere anche lo striscione esibito dai giocatori: "Le Malvinas sono argentine".

"Chi non salta è un inglese". È festa vera in queste ore in tutta l'Argentina per la vittoria in rimonta della 'Selección' di Leo Messi e Lionel Scaloni nella sentitissima semifinale con l'Inghilterra.

E non ci sono tifosi che non saltano, non ci sono clacson che non suonano, e bandiere che non sventolano. Gli argentini si sono riversati per le strade in tutte le città pochi minuti dopo il fischio finale di Atlanta e hanno dato il via alle celebrazioni.

A Buenos Aires la catarsi è di scena nell'obelisco che si staglia al centro della città, iconico punto di convergenza della gioia e della rabbia di un'intero paese a seconda delle occasioni.

"Un minuto di silenzio per gli inglesi che sono morti", cantano ancora i tifosi a mo' di scherno. Ma il canzoniere è infinito, e include anche l'inno di questi mondiali, la 'Cuarta Estrella', che inneggia alla vittoria "per le Malvinas, per Diego, e per l'ultima di Leo".

Scene che si ripetono anche al centro di Rosario, la città di Messi che ospita il monumento alla bandiera argentina, e nelle strade di Cordoba, Salta, Tucumán e Mar del Plata. "Non ci sono parole, questa nazionale è la cosa più grande che c'è", grida un tifoso nel mezzo di una colonna diretta verso l'Obelisco a Buenos Aires e che viene assorbito subito dal resto dei tifosi che intonano uno dei cori più ascoltati anche durante la partita. "Vamos vamos Selección, siamo venuti a tifare, per diventare campioni, oggi bisogna vincere".

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Festa in campo con striscione provocatorio

Nella festa dell'Argentina dopo la vittoria in rimonta di Messi e compagni con l'Inghilterra ad Atlanta per la conquista della finale spunta anche uno striscione mostrato prima di tutti da Lisandro Martínez e Giovani Lo Celso dal contenuto politicamente sensibile: "Le Malvinas sono argentine" si legge sul drappo bianco - come pubblicato su X - sventolato dai calciatori dell'Albiceleste che corrono in campo al termine della semifinale dei Mondiali. 

Chiaro il riferimento alla guerra del 1982 e alla rivendicazione delle Isole Malvinas, un arcipelago dell'oceano Atlantico meridionale rivendicato dall'Argentina, che lo considera parte integrante del proprio territorio nazionale.

Nel 1982 la dittatura militare argentina occupò l'arcipelago - precedentemente occupato dal Regno Unito nel 1833 - dando origine a un conflitto con il Regno Unito noto come guerra delle Falkland, che vide il Paese sudamericano sconfitto.

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