Caso Balogun: la richiesta di revoca della squalifica è arrivata direttamente da Trump

Infantino e Trump
Infantino e TrumpREUTERS/Evelyn Hockstein/File Photo

Lo rivela il New York Times, secondo cui il POTUS avrebbe così soddisfatto tutte le richieste pervenute sui social. Il Belgio non ci sta e minaccia ricorsi.

Stati Uniti-Belgio, ottavi dei Mondiali, diventa un caso ancor prima di essere giocata. La FIFA - con una decisione assolutamente inedita - ha infatti sospeso la squalifica di Folarin Balogun.

"È stata fatta la cosa giusta", l'immediato plauso di Trump alla FIFA, ad alimentare il sospetto che sulla decisione pesino i rapporti tra il presidente USA e quello FIFA, Infantino, oltre al fatto che la squadra di Pochettino è la nazionale di casa.

In serata il New York Times sostiene che la richiesta di revocare il rosso sarebbe stata avanzata direttamente dal presidente Trump a Infantino, nei giorni scorsi. Da parte sua, la federazione belga minaccia ricorsi, in punta di diritto, per "garantire l'equità del torneo".

Contattata da The Athletic per fornire spiegazioni dettagliate, la FIFA non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento.

L'antefatto

L'attaccante degli USA era stato espulso con un rosso diretto durante la partita contro la Bosnia-Erzegovina. Saltando, era ricaduto su una caviglia di Muharemovic, commettendo un fallo ritenuto comunque pericoloso dall'arbitro. In base al regolamento la squalifica di un turno sarebbe stata automatica.

Ma la FIFA - applicando l'articolo 27 del Codice di disciplina - ha sospeso la sanzione, sostituendola con un anno di messa in prova. Provvedimento che ha suscitato l'approvazione del presidente Donald Trump: "Grazie alla FIFA per aver posto rimedio a una grave ingiustizia!", ha scritto sul proprio social Truth.

L'espulsione di Balogun
L'espulsione di BalogunREUTERS/Phil Noble/File Photo

Nei giorni scorsi era intervenuto il Segretario di Stato americano Marco Rubio: "Sono stati fregati con quel cartellino rosso. Dovrebbe esserci un ricorso", aveva detto. 

Sui social, molti tifosi americani avevano chiesto la grazia al presidente USA, con quello che sembrava un paradosso. Nei giorni scorsi era emerso che la decisione della Disciplinare FIFA non era appellabile (gli USA consideravano ingiusta l'espulsione, per mancanza di volontarietà), ma secondo fonti della squadra americana i dirigenti sarebbero intervenuti presso la Disciplinare perché fosse applicato l'articolo 27.

Il precedente del 1962

Per ritrovare un caso analogo - ma diverso nella forma - bisogna risalire al 1962, quando il brasiliano Garrincha fu espulso nella semifinale contro il Cile per un fallo di reazione, ma non scontò la squalifica: in quel caso fu vera e propria grazia.

Durante le qualificazioni dell'edizione attuale era stato fatto uno 'sconto' a Cristiano Ronaldo, reo di aver colpito con una gomitata l'irlandese O' Shea. Fallo violento, che prevede tre giornate, ma al portoghese ne erano state tolte due proprio per consentirgli di non saltare nemmeno una gara del torneo.

Le ultime uscite degli USA
Le ultime uscite degli USAFlashscore

Il ct Mauricio Pochettino potrà quindi schierare Balogun, martedì a Seattle, nella partita che rappresenta il primo, vero, test per la formazione padrona di casa. Il passaggio ai quarti eguaglierebbe il miglior risultato nell'era moderna, risalente al 2002.

Il Belgio non muore mai

Prima però bisogna superare l'ostacolo Belgio. E anche se non appare più quello della generazione dei fenomeni, resta pur sempre una delle migliori selezioni europee, che forse non ha ancora mostrato il meglio di sé. Il Senegal ne è la prova, con l'eliminazione nel turno precedente (3-2 ai supplementari), dopo essere stato in vantaggio per 2-0 fino all'85'.

In difficoltà nel superare il girone G (due pareggi, una vittoria) e sull'orlo dell'eliminazione, i Diavoli Rossi hanno mostrato segni di fragilità collettiva, ma possono ancora vantare un grande portiere in Thibaut Courtois, centrocampisti esperti, da Kevin De Bruyne a Youri Tielemans, e attaccanti pericolosi come Jérémy Doku e Romelu Lukaku.

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"È una sfida enorme - ha riconosciuto Tyler Adams, centrocampista USA, in conferenza stampa -. Hanno molta qualità in campo, ma pensiamo di averne anche noi; ci aspettiamo un grande duello".

Il giocatore del Bournemouth è cauto riguardo ai contropiedi belgi, "con quel talento superiore che hanno nell'ultimo terzo di campo".

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