Champions League, Guardiola ritrova Tuchel, che nel 2021 gli soffiò il sogno proibito

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Champions League, Guardiola ritrova Tuchel, che nel 2021 gli soffiò il sogno proibito
Thomas Tuchel
Thomas Tuchel
AFP
Il tecnico tedesco, chiamato in fretta e furia a guidare il Bayern, ha un saldo negativo con il collega catalano, ma lo ha battuto nella partita più importante, la finale di due anni fa a Porto

Appartengono a due scuole simili, dal punto di vista culturale. Due scuole che predicano un gioco esteticamente propositivo e tatticamente esaustivo. Eppure Pep Guardiola e Thomas Tuchel hanno vissuto una carriera totalmente diversa. Perché il primo, predestinato fin dalla parte finale della sua carriera da calciatore, ha avuto in mano un bolide velocissimo appena presa la patente di allenatore, diventando così il pilota più talentuoso del circuito anche negli anni a seguire, quando ha dovuto guidare altre vetture, tutte comunque prestigiose. Il secondo, invece, è venuto fuori dal basso, facendo tantissima gavetta: dopo una carriera mediocre da giocatore il suo talento da stratega è uscito fuori col tempo, proprio come quel collaudatore che dopo tanti sacrifici ha ottenuto il posto da prima guida.

Domani, i due daranno vita al loro undicesimo duello di sempre negli ultimi dieci anni, dove si sono dati battaglia prima in Bundesliga e poi in Premier. Per il momento, il bilancio è nettamente a favore del catalano, che ha trionfato sei volte contro le tre del tedesco. Quest'ultimo, però, porta in dote il trionfo della finale di Champions nel 2021 a Porto, quando contro ogni pronostico il suo Chelsea ebbe la meglio sul Manchester City. Uno striminzito 1-0 firmato da Kai Havertz fu il risultato che regalò la seconda coppa dalle grandi orecchie ai Bleus e tolse a Pep la gioia di vincere la sua terza, la prima dopo l'addio al Barcellona nel 2012. 

Pep Guardiola
AFP

Quasi due anni dopo quella sfortunata serata portoghese, Guardiola si ritrova nuovamente faccia a faccia con il tecnico che più problemi gli ha dato negli ultimi incroci con il Chelsea. I Bleus di Tuchel, infatti, hanno vinto tre volte su cinque sui Citizens dell'iberico, che è riuscito a imporsi solamente in due occasioni in campionato. Mai contro in un'eliminatoria a due confronti, i due allenatori saranno domani i grandi protagonisti di un'attesissima sfida tra un City che in Champions ha dato prova di una forza schiacciante e di un Bayern che in Europa ha sempre dimostrato di avere più cervello che muscoli, come visto nel doppio scontro col il Psg.

La battaglia tra due corazzate continentali costruite per vincere, una britannica e l'altra teutonica, trasporrà l'affronto dell'entusiasmo dei nuovi ricchi fomentati dal petrolio degli Emirati all'esperienza dispotica dell'ancien regime europeo, di quel Bayern capace di vincere sei volte la Champions e difficilmente estromesso da questa competizione se non da chi poi l'avrebbe vinta. 

L'impressione è che quella delle due che l'avrà vinta in questo frontale tra carri armati avrà ottime possibilità di arrivare fino alla finale di Istanbul, nonostante nell'incrocio successivo potrebbe imbeccarsi in quel Real Madrid che in Europa è quella che senza dubbio ha le spalle più larghe, specialmente negli ultimi dieci anni. Per il momento, tuttavia, il primo round in programma all'Etihad avrà i connotati del duello a lungo atteso. Il City del bel gioco con Erling Haaland come alfiere si erge di fronte a un Bayern che ha nell'armonia del gioco corale l'arma in più. 

Dalle panchine, però, saranno fondamentali i dettami dei due strateghi, due fanatici degli esperimenti tattici, seppur divisi da idee basiche distanti: Guardiola parte dal possesso di palla e Tuchel crede più nelle verticalizzazioni. Domani sera vedremo se uno dei due riuscirà a incartare l'altro. Almeno per i primi e meno decisivi 90 minuti.