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Cristian Chivu torna al Bernabeu da allenatore dell’Inter e ritrova José Mourinho dall’altra parte. Alla vigilia della sfida contro il Real Madrid, il tecnico nerazzurro ha parlato del legame con il portoghese, delle difficoltà della gara e delle ambizioni europee della sua squadra.
Il rapporto con Mourinho resta inevitabilmente speciale: "Mourinho per me è una persona speciale, incontrarlo è stata una fortuna. Mi ha dato una mano nel momento più difficile della mia vita, non lo scorderò mai". Chivu, però, ha sottolineato di aver costruito una propria identità da allenatore: "Non ho mai copiato nessuno, ho una mia idea di calcio costruita da calciatore e negli anni del settore giovanile".

Chivu: "Vogliamo essere dominanti"
Il tecnico ha riconosciuto anche la capacità di Mourinho di incidere rapidamente sull’ambiente: "È bravo a calarsi subito nella realtà che rappresenta e a trasmettere subito le sue idee e la sua mentalità. È un vincente, senza ombra di dubbio". Nessun paragone, invece, tra l’Inter attuale e quella del Triplete: per Chivu ogni squadra vive il proprio momento, ma l’obiettivo resta "scrivere pagine importanti" nella storia del club.
Sul Bernabeu il messaggio è chiaro. Chivu sa quanto sia complicato giocare a Madrid, ma non vuole vedere un’Inter attendista: "Noi faremo del nostro meglio, ma senza snaturarci: vogliamo essere dominanti, vogliamo far vedere che siamo cresciuti".
Il tecnico avrebbe preferito qualche ora di recupero in più dopo il Napoli, ma non cerca alibi: "Io avrei scelto magari un giorno in più di riposo dopo una partita estenuante e bella come quella di sabato sera, ma il calendario è questo e ci dobbiamo abituare".

Chivu ha poi indicato anche la quota necessaria per puntare alle prime otto: "Servono 16 punti, quindici non bastano", invitando però la squadra a non vivere ogni gara con l’ossessione del risultato.
Sulla formazione nessuna anticipazione, ma un concetto preciso: per il tecnico conteranno tutti i giocatori coinvolti nella partita, non soltanto gli undici titolari. In Champions, del resto, servirà anche saper gestire i momenti: "La Champions è bastarda: anche quelli che la vincono devono superare determinati momenti e avere un po’ di fortuna. Noi vogliamo solo essere competitivi e all’altezza".
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