Vai al contenuto principale

Bastava una maglietta fuori dai pantaloncini ed eravamo tutti Franco Baresi

Baresi e Maradona
Baresi e Maradonaactionplus / Shutterstock Editorial / Profimedia

Per un'intera generazione non è stato soltanto uno dei più grandi giocatori della storia. Franco Baresi è stato un modello, un modo di stare in campo e un ricordo che ancora oggi si rievoca con un gesto semplice: una maglietta fuori dai pantaloncini.

Non c'erano i telefonini. Non esistevano gli highlights sincopati di oggi. C'erano 90° Minuto, la Domenica Sportiva e quei pochi minuti che bastavano per innamorarsi di un calciatore.

Il lunedì pomeriggio si prendeva l'autobus, si andava al campetto e, negli spogliatoi, la prima cosa che si faceva era lasciare la maglietta fuori dai pantaloncini. Non ce lo diceva nessuno. Era così e basta. Proprio come lui. Perché così, in campo, ci sentivamo tutti Franco Baresi. Un dettaglio minuscolo che raccontava tutto.

Matthaus, Pelé, Baresi, Caliedo, Cantona
Matthaus, Pelé, Baresi, Caliedo, CantonaValery HACHE / AFP / AFP / Profimedia

Baresi è stato uno dei più grandi calciatori che questo sport abbia mai visto. E non soltanto tra i difensori. Era un leader, un esempio, un'icona. Un giocatore senza macchia. Non ricordo un cartellino rosso, anche se probabilmente ne avrà collezionati. Nella mia memoria è rimasto il simbolo di un calcio pulito, vero, limpido. Un calcio in cui si comandava una difesa con l'intelligenza prima ancora che con la forza.

Eleganza e durezza

Franco Baresi rappresentava una guida. Non soltanto per i suoi compagni, ma anche per tutti quelli che sognavano di diventare calciatori. Per chi passava i pomeriggi negli oratori, nei campetti di periferia e nelle giovanili. Per generazione è stato un modello. Ha insegnato che un difensore poteva essere elegante senza rinunciare alla durezza, autorevole senza bisogno di urlare, decisivo senza cercare i riflettori.

Maldini, Rijkaard e Baresi
Maldini, Rijkaard e BaresiČTK / imago sportfotodienst / PICHON JEAN CLAUDE

Il lascito di Franco Baresi non si misura soltanto con i trofei. Si misura con tutti i difensori che sono arrivati dopo di lui. A cominciare da Paolo Maldini, cresciuto al suo fianco e diventato uno dei più grandi di sempre. È questo che distingue un campione da un simbolo.

La sua scomparsa arriva in un momento in cui il calcio è molto diverso da quello che abbiamo conosciuto. Non perché il cambiamento sia un male: il calcio ha sempre saputo evolversi. Ma perché è diventato sempre più difficile riconoscersi in figure come la sua.

Punto di riferimento

Era un calcio in cui il capitano era un punto di riferimento prima ancora che un campione. Un calcio in cui l'esempio contava più dell'immagine e il rispetto si conquistava sul campo, non fuori.

Con lui se ne va uno degli ultimi simboli di quell'epoca. E forse è questo che oggi ci rende tutti un po' più poveri. Perché non stiamo salutando soltanto uno dei più grandi difensori della storia. Stiamo salutando un pezzo di noi.

Di quando bastava lasciare una maglietta fuori dai pantaloncini per sentirsi, almeno per un pomeriggio, Franco Baresi.

SEGUI TUTTE LE NOTIZIE DELLA GIORNATA IN DIRETTA

Per rimanere aggiornato su tutto ciò che accade nel mondo del calcio, segui il nostro live. Notizie, curiosità, approfondimenti e reazioni dai social: tutto in un unico spazio, aggiornato in tempo reale.