La stella danese del tennis Holger Rune si trova attualmente bloccato a Doha, dove sta cercando di recuperare la piena forma fisica presso l’ospedale sportivo Aspetar dopo la grave lesione al tendine d’Achille.
Tutte le partenze aeree dal Medio Oriente sono state annullate a causa della guerra tra Iran, USA e Israele. Questo significa che anche Holger Rune, come migliaia di altri danesi e non solo, è rimasto intrappolato in Qatar.
Diversi paesi europei, tra cui la Gran Bretagna, hanno già annunciato piani di evacuazione per i propri cittadini, ma il governo danese non ha ancora preso alcuna iniziativa.
"Vogliamo andarcene. Ma non abbiamo ancora ricevuto alcuna comunicazione dalla Danimarca. È deludente. O siamo completamente paralizzati nel nostro paese, oppure semplicemente se ne fregano dei loro cittadini. Io propendo per la seconda ipotesi", assicura mamma Rune.
E prosegue: "Perché non si fanno vivi e chiedono dove siamo? O danno un numero da chiamare a qualsiasi ora? Su cosa stanno lavorando? Un aereo militare che venga a prendere tutti i danesi? O cos’altro stanno organizzando? Devono comunicarlo, così i danesi non sono costretti a passare ore a cercare alternative, opzioni e noleggi auto per attraversare il confine e uscire dal Qatar", dichiara a bt.dk.
Holger Rune e il suo staff sperano di poter volare a Los Angeles, dove Rune avrebbe impegni con gli sponsor in occasione del torneo di Indian Wells.
Non solo Rune
Il trasferimento dal Medio Oriente alla California si è trasformato in un’odissea per molti dei tennisti impegnati fino allo scorso fine settimana negli Emirati. Danil Medvedev, Andrei Rublev, Tallon Griekspoor, diversi doppisti e membri dei rispettivi team – circa quaranta persone in tutto – sono ancora bloccati in attesa di poter raggiungere in tempo il Masters 1000 in programma da mercoledì, con l’esordio dei big tra venerdì e sabato. L’Atp ha invitato tutti a restare in hotel valutando soluzioni alternative, tra cui lunghi spostamenti via Oman o Arabia Saudita, oltre alle ipotesi Turchia e Armenia, ma con tempi ristretti e possibili complicazioni legate ai documenti.
Medvedev, vincitore a Dubai senza disputare la finale contro Griekspoor, ha scelto un hotel diverso rispetto agli altri giocatori e ha spiegato: "La situazione è insolita. Lo spazio aereo è chiuso, nessuno sa quando potremo volare. Non è chiaro quanto durerà, quindi aspettiamo solo di vedere cosa succederà nelle prossime ore e nei prossimi giorni. Naturalmente ho ricevuto molti messaggi da amici e conoscenti, tutti sono preoccupati. Ma posso dire che va tutto bene".
La nota dell'Atp
Anche l’Atp è intervenuta con una nota ufficiale: "L’Atp sta monitorando attentamente l’evolversi della situazione in Medio Oriente e rimane in costante contatto con i nostri giocatori, i loro team di supporto e le autorità locali competenti. La salute, la sicurezza e il benessere dei nostri giocatori, dello staff e del personale del torneo sono la nostra priorità. Possiamo confermare che un numero limitato di giocatori e membri dei team si trova ancora a Dubai dopo la conclusione del recente evento Atp 500. Loro e i rispettivi team sono ospitati negli hotel ufficiali del torneo, dove le loro necessità immediate sono pienamente garantite. Siamo in comunicazione diretta con le persone coinvolte, così come con gli organizzatori del torneo e i consulenti per la sicurezza. In questa fase, le disposizioni di viaggio restano soggette a una valutazione continua, in linea con l’operatività delle compagnie aeree e le indicazioni ufficiali. Continueremo a fornire il supporto necessario per garantire che giocatori e team possano partire in sicurezza non appena le condizioni lo consentiranno".
