Australian Open: Sinner supera Shelton in tre set e sfiderà Djokovic in semifinale

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Jannik Sinner
Jannik SinnerReuters

Il numero due al mondo azzurro ha avuto la meglio sullo statunitense e ora dovrà battere il campione serbo per conquistare la sua terza finale consecutiva a Melbourne.

Svanito il sogno di vedere Lorenzo Musetti in semifinale, l’altro quarto di finale della mattinata metteva di fronte Jannik Sinner e Ben Shelton, uno scontro che dai precedenti sembrava già scritto. L’altoatesino, avanti 8-1 negli scontri diretti prima di questo match, arrivava a Melbourne con la fiducia alle stelle e una solidità sul cemento quasi inossidabile: detentore degli ultimi due titoli australiani, il numero 2 del mondo sapeva di poter contare sulla sua esperienza e su un talento indiscutibile.

Per Shelton, 23 anni e talento in crescita, era l’ennesima sfida proibitiva contro un top 5 negli Slam. L’americano, pur con colpi potenti e un servizio incisivo, non era mai riuscito a violare il muro di un giocatore di vertice in un Major: con questo match, il conto dei confronti diretti contro i migliori si aggiorna a sei sconfitte su sei. E anche questa volta, ad avere la meglio è stato l'azzurro in tre set: 6-3 6-4 6-4 il risultato finale che permette al numero due al mondo di volare semifinale. Ma vediamo com'è andata.

Jannik più forte anche del vento

Il match si apre con Sinner alla battuta e con Shelton subito deciso a lasciare il segno: spinge con il dritto, alza il ritmo e si procura immediatamente la prima palla break dell’incontro. L’azzurro non si scompone. Una prima vincente nel momento più delicato rimette ordine, e il game scivola via nonostante una percentuale di prime tutt’altro che brillante, complice un vento fastidioso che rende instabile il lancio di palla.

Superato l’avvio in salita, il set cambia volto. Jannik prende progressivamente il controllo, senza forzare, ma costruendo il dominio punto dopo punto. Alterna profondità e variazioni, allunga gli scambi quando serve e li chiude con accelerazioni improvvise, spezzando il ritmo e togliendo certezze a Shelton.

Le statistiche del primo set
Le statistiche del primo setFlashscore

Il momento chiave arriva nel terzo game. Un dritto chirurgico apre il campo, poi un passante di rovescio millimetrico chiude il punto e vale il break che indirizza il set. Da lì in avanti è gestione pura: l'azzurro governa ogni scambio con calma e lucidità, conferma i turni di servizio a zero grazie a battute precise e a un movimento impeccabile, dando costantemente la sensazione di avere tutto sotto controllo.

L'americano prova a restare aggrappato al set con qualche ace e colpi di pura potenza, ma sono fiammate isolate, subito spente dalla solidità e dall’intelligenza tattica dell’italiano che chiude sul 6-3.

Jannik non rallenta

Dopo aver perso il primo parziale, Shelton prova a reagire subito tenendo il servizio in apertura del secondo set, mostrando carattere nel rimontare da 0-30. Sinner risponde con solidità, anche se deve lottare ai vantaggi nel secondo game, prima di colpire nel momento chiave: nel terzo gioco arriva il break, costruito con pressione costante e sfruttando due errori di dritto dell’americano.

Il vantaggio viene difeso con fatica: nel game successivo Jannik concede tre palle break, ma le cancella una dopo l’altra grazie a lucidità e coraggio, confermando il break per il 3-1. Shelton prova a restare agganciato, trovando un turno di battuta a zero e altre prime pesanti nei momenti delicati, mentre Sinner cresce al servizio, piazzando un ace sul 15-15 e comandando con il dritto.

Le statistiche del secondo set
Le statistiche del secondo setFlashscore

Nel settimo game l’azzurro costruisce ancora occasioni in risposta, con una risposta splendida sul 40-30, ma Shelton si salva con due servizi vincenti. Sul 5-3 Sinner chiude un altro game combattuto e va a servire per il set dopo che l’americano resiste ai vantaggi nel nono gioco.

Nel game decisivo Jannik recupera da 15-30 e sigilla il 6-4 in 52 minuti: decisivo il break iniziale e la capacità di annullare tre palle break, mentre Shelton paga l’alto numero di errori e la scarsa efficacia della seconda.

È semifinale

Nel terzo set Shelton prova a restare aggrappato al match, partendo forte al servizio e cercando soluzioni aggressive, come il serve and volley che gli vale il primo game. Sinner però non arretra di un passo: tiene con autorità i propri turni di battuta, trovando continuità anche quando la prima non entra e confermando una solidità impressionante nei punti giocati a rete.

L’equilibrio regge a lungo, con Shelton che salva due palle break nel quinto game grazie a coraggio e iniziativa, mentre Jannik continua a gestire senza fretta, alternando profondità da fondo e discese efficaci a rete. Sul 4-4 arriva il momento che indirizza definitivamente l’incontro: Shelton accusa un passaggio a vuoto, concede tre errori e sul 30-40 commette un doppio fallo che spalanca a Sinner il break decisivo.

L’azzurro va così a servire per il match e non trema: chiude 6-4, completando una prova di grande maturità e controllo. Jannik Sinner vola in semifinale agli Australian Open, dove lo attende Novak Djokovic, con l’obiettivo di conquistare la terza finale consecutiva e confermare, ancora una volta, il suo status di numero uno a Melbourne.

Le statistiche del match
Le statistiche del matchEnetpulse

Testa a Djokovic

"È difficile giocare contro Ben Shelton, ha un gran servizio e migliora anno dopo anno. Come riesco a rispondere? Non so, istinto. Non ci sono tanti mancini sul circuito e questo rende la situazione ancora più complicata. Ma oggi credo di aver risposto alla grande".

Così Jannik Sinner ha commentato sul campo della Rod Laver Arena il suo successo in tre set contro Shelton.

"Ho fatto fatica all'inizio del torneo, ma vincere dà fiducia. Ora rispetto a venerdì scorso mi sento più forte fisicamente" ha aggiunto. Affronterà Djokovic per la quinta volta in una semifinale di Slam: "È uno di quei momenti per cui ti alleni. Per batterlo bisogna essere al meglio. Siamo fortunati ad avere Novak ancora a questo livello, alla sua età. Speriamo che sia una gran battaglia e vedremo..." ha concluso.

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