Platini si scaglia contro Infantino: nuova denuncia per calunnia e traffico d'influenze

Platini a marzo 2025.
Platini a marzo 2025.FABRICE COFFRINI/AFP

Michel Platini ha presentato una nuova denuncia contro il presidente della FIFA Gianni Infantino per calunnia e traffico d’influenze, riaprendo la vicenda legata alla mancata elezione del 2015. L’ex stella dei Bleus punta a ottenere il risarcimento dei danni e sostiene l’esistenza di manovre per impedirgli l’ascesa alla guida del calcio mondiale.

Questa denuncia, che riguarda anche due ex dirigenti della FIFA, è accompagnata dalla costituzione di parte civile e porterà quindi "alla nomina di un giudice istruttore", precisa l’ex leggenda dei Bleus.

Nel 2018 e poi nel 2021 aveva già presentato due semplici denunce nello stesso fascicolo, rispettivamente per calunnia contro ignoti e poi per traffico di influenze contro Gianni Infantino, entrambe trasmesse alla giustizia svizzera: la prima è stata considerata prescritta e la seconda archiviata senza seguito nell’ottobre scorso.

"Non lascerò perdere chi mi ha fatto del male"

Il tre volte Pallone d’Oro avvierà parallelamente un’azione civile di responsabilità contro l’organo del calcio mondiale, "per ottenere il risarcimento di tutti i danni" legati "alle manovre messe in atto per impedirgli di essere eletto presidente della FIFA nel 2015", spiega.

"Non lascerò perdere chi mi ha fatto del male", aveva promesso lo scorso marzo ai microfoni di RMC, riferendosi alla vicenda di truffa che ha causato la sua caduta prima di concludersi con un’assoluzione definitiva in Svizzera, nell’agosto 2025.

Michel Platini ritiene che Gianni Infantino, che fu il suo numero due all'UEFA, ma anche l’ex direttore giuridico della FIFA Marco Villiger e l’ex presidente della sua commissione di audit Domenico Scala, abbiano "agito per allontanarlo dalla corsa alla presidenza" dell’organizzazione, con "accuse totalmente infondate".

La rivelazione, nell’autunno 2015, di un pagamento di due milioni di franchi svizzeri (1,8 milioni di euro) effettuato al francese dalla FIFA quattro anni prima, aveva dato il via a una serie di procedimenti disciplinari e poi penali, proprio mentre Michel Platini sembrava in pole position per prendere la guida della FIFA.

L’allontanamento dell’ex capitano dei Bleus aveva spianato la strada all’inaspettata elezione, nel febbraio 2016, del suo segretario generale all'UEFA, Gianni Infantino.

L’italo-svizzero è stato riconfermato senza opposizione nel 2019 e nel 2023, e si candiderà per un nuovo mandato il prossimo marzo.

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