Milano Cortina: Liu, Klaebo, Brignone, Braathen, chi sono le star degli ultimi giochi

Johannes Hoesflot Klaebo
Johannes Hoesflot KlaeboKENTARO TOMINAGA / YOMIURI / THE YOMIURI SHIMBUN VIA AFP

Una serie di atleti si sono rivelati come i grandi personaggi vincenti di una Olimpiade record. La Francia si è messa in luce come una realtà super nel biathlon, mentre lo svizzero Franjo Von Allmen ha brillato nello sci alpinodo

Ci sono cannibali che hanno vinto tutto, lasciando agli avversari briciole di medagliere e a volte nemmeno quelle. E ci sono campionesse risorte da infortuni e maledizioni, signore delle lame che picconano record sul ghiaccio, icone planetarie diventate casi geopolitici. Come ogni Olimpiade anche Milano Cortina ha incoronato vincitori destinati a entrare nei libri di storia dello sport.

Il fondista norvegese Johannes Klaebo ha vinto tutte le gare del fondo: sei, record per i Giochi invernali così come gli 11 ori olimpici contando il 2018 e il 2022. L'assolo di Tesero, a 29 anni, lo porta nel pantheon dei più grandi sportivi di tutti i tempi. Programma più corto, ma stesso risultato, per il connazionale Jens Oftebro, che ha portato a casa i tre ori in palio nella combinata nordica. 

Percorso netto anche per lo svizzero Franjo Von Allmen nello sci alpino. Tre gare e tre vittorie, è il volto di una Svizzera maschile che, sulla Stelvio, lascia poco o niente alla concorrenza. Primo in discesa libera, primo in combinata a squadre con lo slalomista Tanguy Nef, primo in Super-G. Von Allmen ha 24 anni e sette anni fa, per essere qui, lanciò una campagna di crowdfunding che gli permise di continuare la carriera dopo la morte del padre. Unica gara che la Svizzera lascia alla concorrenza è il gigante, che va per la prima volta al Brasile: merito di Lucas Pinheiro Braathen, che dopo aver litigato con la federazione norvegese si era provvisoriamente ritirato per poi tornare a correre con la bandiera della madre.

Dalla neve di Bormio a quella di Cortina, l'Olympia delle Tofane ha assistito alla fiaba di Federica Brignone. Il 12 febbraio, a 315 giorni dal gravissimo infortunio del 3 aprile 2025 che poteva chiuderne la carriera, la sciatrice azzurra ha dominato il supergigante davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che l'abbraccia a pochi metri dal traguardo. Tre giorni dopo l'apoteosi in gigante, con le inseguitrici Sara Hector e Thea Louise Stjernesund in ginocchio per omaggiarla. Altri tre giorni e la statunitense Mikaela Shiffrin spezza la sua maledizione a cinque cerchi: la sciatrice più vincente di sempre torna a medaglia, d'oro, dopo otto passaggi a vuoto tra il 2022 e il 2026 e risale sul gradino più alto dello slalom 12 anni dopo Sochi.

Allo stadio del pattinaggio di Milano Francesca Lollobrigida trionfa sui 3.000 e i 5.000, per i primi due ori a cinque cerchi della carriera. Il video della corsa per recuperare il figlio dopo la prima vittoria, e poi le immagini del bimbo in braccio durante le interviste, fanno il giro del mondo come quelle della bobbista 41enne americana Elana Meyers Taylor che, in lacrime, spiega nella lingua dei segni ai figli sordi di aver vinto il suo primo oro olimpico. Nello short track Arianna Fontana vince l'oro nella staffetta 2000 metri mista e gli argenti nei 500 metri e nella staffetta 3.000 metri. E, a vent'anni dall'esordio a Torino 2006, raggiunge e supera Edoardo Mangiarotti: è lei l'italiana più medagliata di sempre alle Olimpiadi.

La XXV Olimpiade invernale manda in archivio anche grandi prestazioni collettive. A partire dall'exploit dello slittino azzurro, col bronzo di Dominik Fischnaller, il doppio oro in un'ora delle coppie Andrea Voetter-Marion Oberhofer ed Emanuel Rieder-Simon Kainzwaldner, un altro terzo posto in staffetta a cui contribuisce Verena Hofer. L'ultimo poker fu a Lillehammer 1994: contribuì un giovane Armin Zoeggeler, che ora è dt della nazionale.

Ad Anterselva il capolavoro è della squadra francese di biathlon, che batte la superpotenza Norvegia nella sfida del medagliere: 13 medaglie e 6 ori per i transalpini, 11 podi e 3 vittorie per gli scandinavi. La Francia femminile è una corazzata nonostante il clima pesante, tra gli uomini è la festa di Quentin Fillon Maillet, tre ori e un bronzo che, sommati ai cinque podi di Pechino, ne fanno il francese più medagliato di sempre a cinque cerchi, estate o inverno. Eileen Gu e Alysa Liu condividono le origini e il Paese in cui sono cresciute, non la bandiera che rappresentano.

Gu, sciatrice freestyle doppio oro a Pechino 2022, lascia Livigno da regina perché dopo i due argenti nell'ultimo giorno si prende l'oro nell'halfpipe. Lei che aveva riso in faccia a chi le aveva detto se i due secondi posti non fossero ori persi. Nata a San Francisco, gareggia per la Cina e la sua scelta fa infuriare il presidente americano Donald Trump: "Chi nasce negli Stati Uniti e beneficia del nostro sistema educativo dovrebbe scegliere di gareggiare per la nazionale americana". Scelta fatta da Alysa Liu, anche lei californiana, doppio oro nel pattinaggio di figura. Il padre era scappato da Pechino dopo piazza Tienanmen. Due vicende che ricordano come le Olimpiadi, più che una tregua dal mondo reale, ne siano un palcoscenico. 

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