Neve, inchini, cadute, lacrime e quell'inno di Mameli che è risuonato più di quanto chiunque, anche i più ottimisti, potesse immaginare. Le Olimpiadi di Milano Cortina salutano e lo fanno con quel pizzico di nostalgia per l'evento che è già alle spalle, ma con la consapevolezza gioiosa che l'edizione n.25 della rassegna invernale forse è davvero la più bella di sempre.
Complice la meraviglia dei luoghi e la neve che è arrivata abbondante, i primi Giochi diffusi hanno decisamente superato a pieni voti gli esami. E poi ci sono loro i grandi protagonisti, gli atleti, alcuni tanti grandi da sforare in leggende: da Klaebo a von Allman accumulatori seriali di ori che hanno trovato buona compagnia però anche nell'Italia Team. Ecco allora il gioco delle pagelle di questi Giochi, non è questione di manica larga ma con atleti così fioccano i 10.
Federica Brignone - 10 e lode. I due ori in super G e gigante dicono molto, ma non tutto del miracolo sportivo e umano che la regina dello sci ha compiuto sull'Olimpia delle Tofane. Arrivata dopo l'incidente choc con più dolore che incertezze, la valdostana leggera e felice si prende la copertina dei Giochi, unica donna dell'alpino a fare doppietta in una sola edizione. Entra di diritto nella triade con Tomba e Compagnoni. DIVINA.
Johannes Klaebo - 10. Il norvegese vale sul medagliere come Germania o Gran Bretagna e per lui gli aggettivi, come i voti, sono decisamente limitanti. Sei ori in altrettante gare, il norvegese a 29 anni ha fatto il vuoto tra sé e il resto del mondo che va sugli sci stretti. Dal via alla fine la scia che lascia è dorata: ora pensa al futuro e si chiede se mai potrà trovare nuovi stimoli dopo un'Olimpiade così. MARZIANO.
Franjo Von Allmen - 10. Discesa, combinata e SuperG: nello sci alpino, sulla Stelvio di Bormio lo svizzero classe 2001 recita il ruolo, con disinvoltura del n.1. Oscura il favorito connazionale Marc Odermatt e con il sorriso della meglio gioventù fa un tris d'oro da incorniciare. CANNIBALE.
Francesca Lollobrigida - 10. Due ori meravigliosi sul ghiaccio, il primo che ha inaugurato la serie (si è arrivati a 10) e la corsa con il tricolore ad abbracciare il piccolo Tommaso. La pattinatrice romana, poteva fare anche tris, ha mancato il podio nella mass start finale, ma a 35 anni i Giochi sono il coronamento di una carriera già nobilissima. E alle critiche sulla maternità troppo esternata ha risposto con i fatti. ZITTI TUTTI.
Arianna Fontana -10. Quasi fuori concorso, la fuoriclasse dello short track alla sesta Olimpiade, l'unica ad aver gareggiato in due in casa (c'era formato baby a Torino 2006) si è presa tre medaglie, un oro e due argenti, portando a 14 il numero delle sue olimpiche. Superato il primato di Edoardo Mangiarotti che reggeva da 66 anni. MITO
Alysa Liu - 10. Nel suo viaggio di ritorno sui pattini, senza pesi, libera e ribelle volteggia sul ghiaccio come una libellula: l'americana conquista il titolo individuale nel pattinaggio di figura con i suoi capelli a righe e il sorriso dei giorni migliori. Che sono arrivati per lei. LIBERA.
La neve - 9. Dopo edizioni con finte piste e altrettanta finta neve, finalmente si è vista quella vera: ultima settimana di Giochi da cartolina, con Cortina stile vacanze di Natale e Livigno sotto i fiocchi. IL METEO C'È.
Lisa Vittozzi - 9. Torna dopo la pausa e mille paure, va via con due medaglie storiche: un argento di squadra e un oro show. Per, lei e il biathlon c'è tanto futuro. RINATA.

Sofia Goggia- 6. Messa in ombra dalla luce della amica mai Brignone, l'olimpionica del 2018 porta via un bronzo in discesa che comunque la rende l'azzurra sempre a medaglia in tre edizioni dei Giochi. 'Potevo fare di più' ammette. Tra quattro anni in Francia chissà se ci sarà. AGRODOLCE.
Curling - 5. Polemiche e malumori alla vigilia, il bronzo della coppia d'oro di 4 anni fa è il risultato ai Giochi in casa. Poco per Constantini e Mosaner arrivati per lo show sul ghiaccio di Cortina. RIMANDATI.
Giacomel - 5. Era arrivato con i favori del pronostico, strappa la medaglia in staffetta, ma sbaglia tutte le gare individuali. Finisce con crisi (panico) e malesseri fisici.
Vinatzer - 4. Lo sciatore non ne ha imbroccata una. Va bene la pressione, ma le Olimpiadi arrivano ogni 4 anni e riprovarci non è sempre a portata di mano. FLOP.
Papà Malinin - 0. Il volto coperto davanti agli errori umani del figlio che tutto lo sport gli invidia sono l'emblema del male genitoriale. Serviva un abbraccio consolatorio, non il giudizio negativo. PESSIMO.
