Il Villaggio olimpico e paralimpico di Milano brulica, le polemiche restano fuori dai cancelli e tra i vialetti si parla solo di sport.
Sono 42 le nazioni che per quasi un mese hanno preso casa nei due edifici (hanno la forma di un pettine a 3 denti, uno di fronte all'altro) che costituiscono la parte residenziale del villaggio: qualcuno ha appeso la bandiera alle finestre, qualcuno sui ballatoi che uniscono le palazzine, gli USA srotolano uno striscione giù per quattro piani ma la geopolitica resta fuori dai cancelli: Israele o l'Ucraina non fanno sapere dove sono le loro camere e gli atleti russi sono presenti sotto la bandiera del CIO, come Athlètes Individuels Neutres.
Il Team Italia, nella palazzina F, è riconoscibile anche da lontano con una vetrofania centrale, ci dà il benvenuto Enzo Bartolomeo, per la missione CONI responsabile del cluster Milano, e ci permette un breve tour tra le camere, arredate con un stile minimal nordico ma spaziose e luminose.
La delegazione italiana, 77 atleti delle due squadre di hockey, lo speed skating, lo short track e il figure skating e altre 55 persone di staff, ha a disposizione quattro piani (su 7) della palazzina F, in 'condominio' con la Slovacchia, l'Austria e l'Australia.
Mancano i ragazzi dell'hockey, ancora impegnati a Bolzano per un'ultima partita ma tutti gli altri sono già qui. Anche chi abita in città come Arianna Fontana dormirà con la squadra.
Al quinto piano c'è la sala regia, dove i capi missione lavorano e seguono le gare su un maxischermo che è anche un medagliere che tutti si augurano si colori presto.

Camera doppia o camera singola, non ci sono privilegi ma solo esigenze da atleti, in base agli orari degli allenamenti per esempio, per non disturbare il compagno che ha ritmi diversi.
Nel Villaggio ci sono un policlinico, un piccolo distaccamento del Niguarda e alcune sale per la fisioterapia ma le delegazioni hanno anche i propri team sanitari. Quello italiano è guidato dalla dottoressa Maria Rosaria Squeo, con la fisiatra Flavia Farnacconi, e due fisioterapisti Maurizio Zaia e Stefania Tarsi, per dare un supporto medico-clinico, con una serie di strumentazioni, tra cui un ecografo sia per la parte muscoloscheletrica che cardiologica, onde d'urto, tecar, laser ma tutti gli atleti sono anche seguiti dai loro medici di squadra.
"Tutti gli atleti della delegazione hanno superato il percorso di screening valutativo dell'Istituto di Medicina dello Sport del CONI, una sorta di carta d'identità che ci rende tranquilli sul loro stato di salute. È quello che ci differenzia rispetto a tutti gli altri Paesi del mondo e ci ha permesso di ridurre al minimo l'incidenza di morte improvvisa sul campo" spiega la dottoressa Squeo che ha dovuto escludere un atleta perché è risultato non idoneo al protocollo di screening.
Un po' di numeri
Attualmente sono 1.559 i residenti ma il Villaggio dispone di 1.700 posti letto divisi in 1.154 camere. "È la mia prima Olimpiade - ha raccontato un giocatore francese di hockey su ghiaccio - Non mi aspettavo così tanti spazi, attività e iniziative diverse: l'atmosfera è incredibile".
Un luogo di incontro quotidiano per atleti e membri delle squadre è la mensa (un'altra gemella è dedicata a volontari e lavoratori) che serve circa 3.400 pasti al giorno, attraverso sei diverse stazioni di ristorazione, con un corner 'gluten free' (con le monoporzioni di Elior Ristorazione) e uno vegano.
C'è un ordinato via vai, tra i tavoli si prende una pausa anche la squadra di bob di Trinidad Tobago (che, raccontano gli atleti, sosterà qui una settimana prima di spostarsi ad Anterselva); è aperta 24 ore su 24 così come la palestra.
Si tratta di uno dei 22 centri allestiti da Technogym nei sette siti dei Giochi (in aggiunta a 15 training center nelle venue delle gare) con più di mille attrezzature, dalle linee di forza al cardio.
Qualcuno tra un allenamento e l'altro preferisce rilassarsi con una partita a calcio balilla o nella sala dei videogiochi. Restano off limits per i curiosi, garantendo così la giusta privacy, il Centro Antidoping, l'area del Policlinico, la sala dedicata alla preghiera e la zona dedicata al relax mentale.
Nella sala conferenza dei capi delegazione, una volta ogni due giorni si fa il punto sulla vita nel Villaggio, quasi una riunione di condominio ma anche un momento di briefing sulle procedure di gara o le cerimonie. Quello che manca è un po' di verde e sotto il cielo grigio e carico di pioggia di Milano solo i Cinque Cerchi nella piazza principale del Villaggio danno un po' di colore e fanno da sfondo ai selfie.
