La ragazza nata con i pattini fa vibrare la sua sesta Olimpiade delle stesse emozioni vissute vent'anni fa. C'è un filo di Arianna che unisce Giochi e generazioni, esce dal labirinto fatto di medaglie, liti e lunghe trasferte, e arriva laddove nessuno è mai riuscito: la Fontana, che tutto il mondo invidia all'Italia, ai Giochi di Milano Cortina si regala il primo oro e sale a 12 il numero complessivo delle sue medaglie a cinque cerchi.
Un record per la regina del ghiaccio, capace di attraversare un'epoca, lei che a Torino 2006 già c'era, poco più che bambina ma già vincente. Ora quasi 36enne, un marito allenatore e una vita divisa tra gli Stati Uniti e la Valtellina, questi Giochi se li sta già prendendo con la grinta che se possibile nei due decenni è solo cresciuta. Ed è la stessa azzurra che risponde sorridendo a chi le chiede cosa penserebbe l'Arianna 15enne della sua evoluzione perfetta: "Non ci crederebbe e mi chiederebbe, ma come fai a stare ancora qui?".
Una macchina che in vent'anni non si è mai inceppata
Tutto merito di una macchina che in vent'anni di fatto non si è mai inceppata: ghiaccio e lame, con spostamenti continui per allenarsi, sullo sfondo un braccio di ferro con la federazione, il processo con i compagni di nazionale accusati di sabotaggio, in mezzo anche l'idea di mettersi addosso la casacca a stelle e strisce.
Poi la spinta dei Giochi a due passi dalla sua Sondrio ha fatto il resto, altra adrenalina, nuova miscela, al punto di immaginarsi anche su una doppia sfida, short track e pista lunga. Progetto però lasciato in corsa. Nela staffetta tra i giovani che sognano di essere i suoi eredi lei comunque fa sempre la n.1, ed è lì nel mezzo a trascinare tutti verso la medaglia migliore: terzo oro olimpico per lei (a Torino aveva cominciato con un bronzo, la più giovane medagliata azzurra di sempre ai Giochi) a cui vanno aggiunti 4 argenti e cinque bronzi.

Lei l'unica che sta vivendo da atleta due olimpiadi in casa. Ha portato la bandiera nello show di San Siro, e ora aspetta altro ghiaccio da mordere. "Il lavoro è solo all'inizio, ma certo questo oro ci dà una carica incredibile per le gare che verranno" dice l'Arianna nazionale. A Pechino, quattro anni fa tre medaglie, impresa che lei stessa non avrebbe immaginato definendo quelle Olimpiadi "le migliori di sempre": qui sul ghiaccio milanese le prove in calendario sono cinque. Con un'altra a squadra e tre individuali (la prossima giovedì con i 500 per i quali ha strappato il pass ai quarti).
A una lunghezza dalle 13 medaglie di Mangiarotti
La donna dei record ha raggiunto Armin Zoeggeler perché come lo slittinista in sei edizioni dei Giochi va sempre a medaglia, ma lo ha doppiato nel numero. Ed è a una sola lunghezza dal mito Edoardo Mangiarotti (13 medaglie). Cifre che sono tutte dalla sua, per l'atleta più incredibile che ama musica, moda, si rilassa con lo yoga e si carica con la boxe. Il suo idolo correva più di lei, quel Valentino Rossi che ha accompagnato in tram Sergio Mattarella a questi Giochi che non smettono di stupire.

Italia a quota 11 medaglie, lo stesso bottino finale di Torino 2026. Vent'anni, ancora nel Belpaese, e ancora lei: la regina del ghiaccio che fa festa tra linguacce e corna, meme e social, con occhiali sovrastati dai cinque cerchi. Il suo regno. L'elisir di giovinezza? "Stare tanto nei palazzetti ghiacciati non fa invecchiare...", dice ridendo. A quasi 36 anni la ragazza con i pattini sa solo incantare.
