"Questi numeri riflettono sia la tradizione della cucina italiana che le esigenze energetiche degli atleti" — si legge nel comunicato della fondazione Milano Cortina 2026.
I tre villaggi olimpici — a Milano, Cortina d'Ampezzo e Predazzo — insieme agli 11 hotel riservati agli atleti a Bormio, Livigno e Anterselva, seguono le stesse linee guida del Comitato Olimpico Internazionale per la preparazione dei pasti. La regola principale è garantire agli sportivi il giusto apporto nutrizionale, rispettando al contempo le differenze religiose e culturali.
I piatti principali del menù sono quelli della cucina italiana: pasta, pizza, prosciutti, formaggi, frutta e dolci. Non mancano anche varianti regionali: ad esempio, la Valtellina (Livigno e Bormio) propone la bresaola, mentre la zona dell'Alto Adige al confine tra Trentino e Sudtirolo offre i tipici canederli.
"Ogni giorno vengono preparati fino a 4500 pasti nel villaggio olimpico di Milano, quasi 4000 a Cortina d’Ampezzo e circa 2300 a Predazzo. In ciascun ristorante dei villaggi lavorano in media sei chef" — si legge nel comunicato.
I Giochi di Milano-Cortina d'Ampezzo si svolgono in quattro aree e termineranno il 22 febbraio.
Food mania a Milano Cortina 2026
Sempre più atlete e atleti approfittano dei social per condividere le loro food review direttamente dal villaggio olimpico. Tra i piatti più apprezzati, i dolci ottengono un grande successo, con voti che spesso raggiungono il 10/10.
Non tutti i gusti sono però unanimi, ma il fenomeno testimonia come la cucina olimpica sia diventata un vero e proprio protagonista sui social: tutti vogliono mostrare e giudicare il cibo servito durante i Giochi.
