Per Jules Koundé Francia-Spagna è quasi un derby. Il giocatore del Barcellona ha parlato del match e delle sue insidie rispondendo alle domande dei cronisti.
Quali sono le principali differenze tra il modo di giocare della Spagna e quello della Francia?
La forza della Spagna è sempre stata soprattutto collettiva, con un gioco basato sul possesso palla. È una parte molto importante del loro DNA: cercano di schiacciare l'avversario, costringerlo a correre dietro al pallone, provocare errori e sfruttare gli spazi che si creano muovendo il gioco da una parte all'altra del campo.
La Francia ha uno stile un po' diverso, forse più legato alle transizioni, soprattutto in questo momento. Anche a noi piace avere il pallone e domani vogliamo tenerlo per impedire alla Spagna di esprimersi al meglio. Storicamente, però, il possesso non è stato centrale nel nostro gioco quanto lo è stato per loro.
Quanto è speciale giocare una semifinale il 14 luglio, giorno della festa nazionale francese?
È una data molto importante per la Francia. È la festa nazionale, ma negli ultimi anni è diventata anche una giornata di lutto, soprattutto per gli attentati di Nizza. Il nostro pensiero va anche alle famiglie delle vittime.
Vogliamo rendere orgogliosi i francesi. Fin dall'inizio del Mondiale abbiamo percepito un sostegno e un entusiasmo enormi e questo ci scalda il cuore. Al di là della ricorrenza, resta comunque una semifinale mondiale, qualcosa di eccezionale e già di per sé una fonte enorme di motivazione. Speriamo che possa essere una grande festa.
Le parole di Lamine Yamal sono state percepite come una mancanza di rispetto?
Assolutamente no. Conosco bene Lamine e so come ragiona. Per me sono soltanto parole che dimostrano la fiducia che ha in sé stesso e nella sua squadra. Lo fa anche con il Barcellona. Non lo considero affatto irrispettoso, ma piuttosto una motivazione in più per lui.
Quanto vi ha colpito il discorso di Franck?
Ci ha toccato moltissimo. È stato un discorso molto bello, sincero, venuto dal cuore. Dopo è stato applaudito a lungo da tutto il gruppo. La nostra coesione, però, non nasce soltanto oggi. È qualcosa che si è costruito nel corso degli anni, nei raduni precedenti, già dal 2022 e poi nel 2024. È un gruppo che sta bene insieme e nel quale tutti hanno la stessa mentalità e lo stesso obiettivo. Questa è una delle nostre principali forze.
In campo si vede che ci divertiamo a giocare insieme, che corriamo l'uno per l'altro e facciamo sacrifici per i compagni. Domani dovremo continuare a farlo, ancora meglio, se vogliamo conquistare la finale.
Che rapporto c'è tra Ousmane Dembélé e Kylian Mbappé?
È un rapporto quasi fraterno. Sono cresciuti calcisticamente insieme e si conoscono da tantissimo tempo. Entrambi portano grande allegria al gruppo: scherzano molto, sono sempre positivi e contribuiscono a creare una bellissima atmosfera fuori dal campo.
In campo, poi, sono due giocatori fondamentali che continuano a fare la differenza dall'inizio del Mondiale. Speriamo che possa accadere ancora anche domani.
La solidità difensiva è uno dei punti di forza della Francia?
Stiamo facendo un ottimo lavoro, ma non è soltanto merito dei difensori. È un lavoro collettivo che parte dagli attaccanti, dal modo in cui pressiamo e disturbiamo la prima costruzione e le linee di passaggio avversarie.
Durante il torneo siamo cresciuti molto sotto questo aspetto. Quando il lavoro viene svolto bene davanti e a centrocampo, la difesa è meno esposta.
La coppia formata da Dayot Upamecano e William Saliba è molto complementare. Hanno esperienza ad alto livello, si conoscono bene e hanno già giocato insieme diverse competizioni. Dayot ama maggiormente partecipare alla costruzione dal basso, mentre William è una forza tranquilla, molto solida. Sta giocando anche stringendo i denti nonostante qualche dolore. Insieme formano una coppia davvero affidabile.
Che tipo di partita ti aspetti contro la Spagna?
Sono due squadre molto offensive, entrambe abituate ad avere il pallone. La Spagna ha storicamente un gioco di possesso, ma può fare male anche in transizione.
Anche noi ci troviamo bene con il pallone e sappiamo giocare con il controllo del gioco, ma possiamo anche abbassarci e ripartire velocemente perché abbiamo giocatori molto adatti a quel tipo di calcio.
Domani dovremo riuscire ad avere anche noi il possesso, perché non puoi lasciare il pallone alla Spagna per novanta minuti. Alla lunga trova gli spazi, ti costringe a correre e ti stanca. Dovremo quindi alternare bene controllo e transizioni.
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