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Giuntoli: "Allegri il punto di riferimento", e punta al ritorno in Champions League

Cristiano Giuntoli
Cristiano GiuntoliProfimedia

Il direttore sportivo della Juventus parla del tecnico bianconero, dei mancati arrivati di Lukaku e Berardi e anche di Pogba

Cristiano Giuntoli si è sincerato in una lunga intervista per Repubblica. Il direttore sportivo della Juventus è partito innanzitutto da quello che secondo lui è un pilastro, ossia l'allenatore: "Allegri è il punto di riferimento, dobbiamo portare la squadra alla sua altezza". Da questo presupposto, l'ex dirigente del Napoli parte nella sua analisi della sua prima stagione in bianconero.

Una stagione nella quale l'obiettivo è ritrovare l'Europa che conta "con lo spirito dei giovani". Chiamato a dare uno scossone a un ambiente deluso dai risultati degli ultimi anni, il Ds toscano è partito dal mercato per tracciare gli obiettivi nel futuro immediato.

Mercato

"Sul mercato abbiamo perso giocatori di esperienza, ma confermato Rabiot, riscattato Milik, inserito Weah e Cambiaso per andare nella direzione che abbiamo indicato", ha dichiarato Giuntoli, il quale è poi tornato anche sul possibile scambio tra Romelu Lukaku e Dusan Vlahovic: "C'era l'offerta del Chelsea per Vlahovic. Noi non volevamo cedere Dusan, ma davanti a certi numeri avremmo accettato. Il Chelsea non è mai arrivato a quella cifra e lo scambio non si è fatto". 

In seguito, un chiarimento su Domenico Berardi, obiettivo dichiarato della Juventus ma che è rimasto a Sassuolo, segnando peraltro un gran gol proprio contro i bianconeri: "Si tratta di un calciatore bravo e capace ma ora, ripeto, vogliamo capire quanto valiamo noi. La squadra è molto diversa da un anno fa. Ha un deficit di esperienza ma un ritmo più intenso. Allegri e lo staff volevano già proporre qualcosa di nuovo. Ora con l'abbassamento dell'età media è una necessità: corri di più, aumenta la voglia di fare, ma non puoi più lucrare sulla malizia. Il mister è il primo ad averlo capito". 

Futuro

L'obiettivo fondamentale, ovviamente, è quello di tornare in Champions League, qualcosa che secondo Giuntoli deve andare di pari passo con un progetto di sviluppo cadenzato: "Inseguire la sostenibilità, creare un meccanismo di autosussistenza in cui puoi spendere in base a ciò che incassi. Abbassare il monte ingaggi e l'età media, avere più giovani che possano crescere nel club e costituire un valore. In più, creare un ambiente che guardi non solo al risultato ma alla prestazione. Vincere è la cosa più importante, ma se vogliamo crescere dobbiamo analizzare le prestazioni, e questo richiede tempo".

Oltre a ripartire dallo scenario più importante, bisogna ripartire dai giovani: "C'è un programma preciso condiviso dall'ad Scanavino, da Allegri, da me e da Manna: tornare in Champions. Ci serve anche per avere una vetrina in cui far crescere i nostri giovani, perché devono potersi confrontare con i più bravi in Europa. Per il nostro obiettivo dichiarato le rivali sono Atalanta, Fiorentina, Lazio, Roma. Poi ci sono Napoli, Milan e Inter che sono avanti rispetto a noi, perché il loro progetto è partito molto prima".

In ultimo, una parola sul caso Pogba:  "Aspettiamo le controanalisi e decideremo il da farsi insieme al suo management. Irritazione per come si è gestito dal suo ritorno? Penso solo a quanto ci manca in campo, non ci piangiamo addosso e guardiamo avanti. Con chi sostituirlo? Faremo un punto a Natale, prima vogliamo capire cosa possono darci i giocatori che abbiamo. Poi, se ci saranno occasioni le coglieremo". 

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