Di cattivo ha solo il nome: Bad Bunny ha conquistato il Super Bowl con il suo show indimenticabile

Bad Bunny
Bad BunnyReuters

L’artista ha portato il sapore latino di Porto Rico fino a Santa Clara e ha fatto alzare in piedi tutti i presenti al Super Bowl LX.

Rivivi i momenti salienti della partita

Era difficile che ciò che accadeva sul palco fosse più noioso di quanto visto nel primo tempo della partita, ma Bad Bunny ha superato ogni aspettativa durante lo spettacolo dell’intervallo del Super Bowl LX. Fin dall’inizio, ha stupito tutti trasformando il prato del Levi's Stadium in una vera e propria foresta umana.

San Benito ha impiegato solo 14 minuti per conquistare i tifosi, che nelle due ore precedenti erano quasi sul punto di sbadigliare. Con un repertorio che pochi possono vantare, il portoricano ha fatto esplodere il pubblico con 'Tití me preguntó'.

Dopo, ha condotto una vera e propria immersione nelle tradizioni di Porto Rico, sulle note di successi come 'Yo perreo sola', 'BAILE INoLVIDÁVEL' e 'NUEVAYoL'.

Lo show è stato una vera celebrazione dell’America ispanofona da parte della più grande icona della musica urbana mondiale, che non ha esitato a intonare il classico "God bless America" degli statunitensi e a menzionare paesi come l’Argentina, il Cile o la sua Porto Rico natale.

Ospiti inattesi

La sorpresa più grande sono stati gli artisti che Bad Bunny ha scelto per accompagnarlo sul palco. Prima è apparsa Lady Gaga e, più tardi, è stato il turno di Ricky Martin, lasciando delusi coloro che si aspettavano di vedere J Balvin.

E un’esibizione di questa portata non poteva che concludersi in grande stile, chiudendo in bellezza con brani come 'El Apagón', 'CAFé CON RON' e, infine, 'Debí tirar más fotos', la canzone che dà il titolo all’album che gli è valso il Grammy per il miglior album dell’anno.

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