C'è poco da fare ironia. Anzi. Il primo a essere più serio di tutti è stato Aurelio De Laurentiis, che dopo anni di insuccessi ha talmente insistito per avere Massimiliano Allegri al comando del suo Napoli che lo ha portato al Maradona. Il tutto nonostante un ultimo anno concluso al Milan con un nocivo quinto posto - a corollario di una disastrosa parte finale di stagione dopo che ai primi di aprile i rossoneri erano secondi. Ma, evidentemente, quando le convinzioni di una persona si trasformano in ossessioni, anche i risultati più scadenti possono essere cancellati.
La presentazione avvenuta oggi nell'emblematico teatro San Carlo, dove l'etichetta era d'obbligo anche per i giornalisti, è stata volta a dare lustro a un progetto che, almeno per ora, ha delle basi la cui solidità è da verificare. La rosa è attempata e non ci sono stati rinforzi, anche per colpa di un mercato ancora bloccato in uscita. Ma quel che più preoccupa è la possibilità concreta che il nuovo allenatore riesca non solo infondere linfa e convinzione nei calciatori ma anche migliorare il gioco che già con Antonio Conte era parso parco, per non dire povero, di spinta propositiva.
Cavallo, non ciuccio
Per presentare l'allenatore livornese, che col Napoli ha giocato a fine carriera nella peggior stagione di sempre - record negativo di 14 punti con retrocessione nell'annata 1997-98 - il patron azzurro e la sua equipe di comunicazione hanno scelto un proscenio significativo e prestigioso. Una tattica volta probabilmente a gettare fumo negli occhi dopo che la piazza stessa era apparsa scontenta in seguito alla firma di Allegri come allenatore. Le vecchie ruggini durante le sfide Scudetto con la Juventus non erano l'unica ragione di questa acredine, alla cui base invece c'è la scarsa proposta calcistica mostrata negli ultimi anni.
Come se non bastasse, per dare lustro alla maglia del centenario del club, che sarà celebrato ufficialmente il prossimo 1 agosto, il 6 luglio era stato pubblicato sui social un video dove il protagonista era un cavallo bianco. Il primo simbolo del Napoli fondato da Giorgio Ascarelli nel 1926 venne poi retrocesso a ciuccio per via dei pessimi risultati. Oggi, invece, campeggia virtualmente quel cavallo tanto caro proprio ad Allegri, un noto appassionato di ippica e di vittorie per il rotto della cuffia, da lui esaltate come "corto muso" proprio tramite il gergo delle corse dei cavalli.
Durante il colloquio, De Laurentiis ha preso la parola chiedendo ad Allegri se ricordasse il motivo della loro precedente conversazione. L'allenatore ha confermato: "Mi chiese se volevo acquistare un cavallo, ma rifiutai". Il presidente del Napoli ha poi aggiunto, sorridendo, che anche suo padre condivideva la stessa passione per i cavalli. Parlando del simbolo del Corsiero del Sole, Allegri ha rivelato di averlo notato subito, sottolineando il lungo rapporto che lo lega al patron. Ha rievocato poi una telefonata avvenuta a mezzanotte, ai tempi della Juventus, prima della partita contro il Borussia Dortmund. In quel frangente, visibilmente commosso, ha spiegato che quella sera fu particolarmente difficile perché sua madre non stava bene.
Galoppo o trotto?
Sorrisi e buoni propositi sono stati sbandierati da patron e allenatore. Il primo ha finalmente trovato il fantino che tanto agognava per il suo cavallo, che però è azzurro e non bianco come nel video. Il secondo, invece, è andato "mparaviso pe' scagno", come direbbero proprio sul Golfo. Ossia, ha trovato un premio per caso dopo un'annata rovinosa per risultati e proposta di gioco. E dopo otto anni in cui, a parte una Coppa Italia, non si è fatto notare se non per gli sbraiti o le liti dialettiche post partite.
Negli anni passati lo stesso Allegri aveva declinato il corteggiamento serrato del presidente azzurro. Oggi, con una reputazione certamente non esaltata dalle recenti performance, non ha potuto dire di no. Il campo ancora non ha parlato, e c'è da vedere se un amante del virtuosismo come Kevin De Bruyne non si pentirà di aver criticato Conte una volta assaggiati gli acidi e vincolanti dogmi tattici del livornese. Per ora si potrà solo attendere per capire se il cavallo azzurro sarà dominante a un furioso galoppo o andante a un compassato trotto.
