Un carrarmato contro un missile. Così potrebbe essere simboleggiato lo scontro tra Romelu Lukaku e Victor Osimhen, rispettivamente oggi centravanti del Fenerbahce e del Galatasaray, due candidate alla vittoria del campionato turco. Due numeri 9 di mestiere, seppur il nigeriano non lo vesta ufficialmente, saranno i leader dell'attacco rispettivamente nella sponda orientale e occidentale di Istanbul. Come due prue di barche da guerra che si contenderanno il dominio del Bosforo, Besiktas permettendo.
Il primo confronto tra giallorossi e gialloblu avrà luogo il 25 ottobre prossimo all'Ali Sam Yen. E per quell'epoca è probabile che il centravanti belga abbia raggiunto uno stato di forma migliore di quello che sta trascinando da un anno a questa parte. I due ex Napoli sono oggi le due facce più rappresentative delle rivali da un lato all'altro della metropoli turca, che negli ultimi anni sta diventando un autentico porto di approdo di calciatori dal grande curriculum.

Protagonisti al 'Maradona'
I due si sono dati il cambio al club azzurro nell'estate del 2024, quando il nigeriano lasciò lo stadio 'Diego Armando Maradona' dopo vari attriti con il presidente Aurelio De Laurentiis. Nelle sue 133 apparizioni complessive in maglia azzurra, Osimhen ha messo a segno 76 reti e servito 18 assist, viaggiando a una media straordinaria di oltre un gol ogni due partite. Il culmine della sua avventura partenopea è stato indiscutibilmente la stagione 2022-2023, quando si è laureato capocannoniere del campionato con 26 reti, trascinando gli azzurri alla conquista del terzo storico Scudetto a suon di strappi in profondità e colpi di testa imperiosi.
Il belga, che prese la maglia numero 11 perché la 9 fu occupata praticamente fino all'ultimo momento dal nigeriano, passato al Gala solo a fine mercato nell'agosto 2024, fu espressamente richiesto da Antonio Conte, anch'egli al primo anno all'ombra del Vesuvio. L'accoppiata che già aveva fatto benissimo all'Inter ripetè l'exploit al debutto in azzurro, vincendo il quarto titolo della società anche grazie alle 14 reti e i 10 assist firmati da un Big Rom che era diventato un catalizzatore unico del gioco offensivo dei partenopei.

Le loro firme sono state fondamentali per le vittorie del Napoli, che mai nella sua storia aveva ottenuto due Scudetti in tre stagioni, neanche durante l'epoca dorata con Diego Maradona in campo. Tuttavia, il loro rapporto con la piazza non è mai stato idilliaco, anche visto il loro particolare carattere. Se, infatti, il nigeriano si è mostrato spesso rabbioso fino a farsi spedire a Istanbul quasi per disperazione, il belga è scappato dall'Italia quasi a fine stagione scorsa per curarsi da un problema alla coscia senza consentimento del club.
Riscatto e conferma
Ogg, sono entrambi residenti nella stessa città che ribolle storicamente di una grande passione per il calcio. Quella Istanbul dove la metà europea tinta di giallorossa (con permesso con quella bianconera del Besiktas) fa da contraltare geografico a quella gialloblu della sponda asiatica. Un belga dalle profonde origini congolesi e un nigeriano, rappresentano entrambi la rivincita del continente africano in Europa, sebbene sia apparentemente in una periferia che però sta cercando di diventare sempre più centrale.
La differenza principale tra i due goleador risiede, principalmente, nel loro momento di carriera. Lukaku, infatti, ha 33 anni e si appresta a sparare le ultime cartucce a disposizione. Osimhen, invece, compirà 28 anni a fine anno e si trova ancora nella piena esplosività del proprio fisico. Statico e abile spalle alla porta il primo, dinamico e devastante in profondità il secondo. Un belga dalle profonde origini congolesi e un nigeriano, rappresentano entrambi la rivincita del continente africano in Europa.

Oggi, tuttavia, sono entrambi alla periferia del continente in cui il calcio è alla massima espressione. E dopo aver vissuto stagioni di prim'ordine anche in Champions League, adesso si ritrovano a sfidarsi in un torneo secondario dove, tuttavia, sono tanti i calciatori d'élite che stanno aumentando il livello medio. Se Romelu cerca il riscatto, Victor punta alla conferma anche per aspirare finalmente a un passaggio nella tanto ambita Premier League, l'unica vera differenza tra i due.
Il loro confronto da un lato all'altro del Bosforo arrichisce senza dubbio la Super Lig turca, un campionato che sta cercando di emulare la grandezza dell'impero che lo ha reso immortale. Entrambi hanno deciso di imbarcarsi per passare da un porto del Mediterraneo, noto per il suo trasporto emotivo e anche per la sua precarietà, a una capitale di tre imperi che fa da ponte immortale tra due continenti. Il campionato potrà anche essere meno prestigioso, ma lo scenario storico e ambientale è di quelli difficilmente eguagliabili.
