Lo "scassinatore" di Parigi, Francesco Farioli: appuntatevi questo nome

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Lo "scassinatore" di Parigi, Francesco Farioli: appuntatevi questo nome
Francesco Farioli
Francesco Farioli
Marco Romandini
Il 34enne tecnico italiano del Nizza, ancora imbattuto in Ligue1, ha compiuto l'impresa di sbancare il Parco dei Principi con continue verticalizzazioni, mandando in crisi la difesa di Luis Enrique.

Nello splendido Nizza che ieri al Parco dei Principi ha impartito una lezione di gioco a Luis Enrique e al suo PSG c’è la mano evidente di un tecnico italiano che promette faville: Francesco Farioli. 

La gioia dei giocatori del Nizza
AFP

Trentaquattro anni, nato a Barga – un paesino di 9000 anime in provincia di Lucca -, Farioli non ha un passato da calciatore professionista, visto che si è fermato alla trafila delle giovanili, ma ha una passione per il calcio che va oltre il puro aspetto di tirare calci a un pallone. A lui piace la filosofia del gioco. Tanto che, quando nel 2008 smette di giocare, si laurea in Filosofia, proprio con una tesi sul calcio: “Filosofia del Gioco. L’estetica del calcio e il ruolo del portiere”. Nel testo accosta Messi, Dostoevskij, Buffon e Socrate. Quella di Farioli non è però una pura speculazione astratta, il ragazzo ha le idee chiare e le espone senza mezzi termini, come dimostra nel suo elaborato per il corso di estetica, citato dal Corriere:

“Il sogno è il calcio sottratto all’idiozia calcistica, alla volgarità degli italioti, alla corruzione e all’inquinamento che minacciano di soffocarlo: un calcio concepito in armonia con altre attività, modalità e sfere dell’esistenza, ricondotto nuovamente alla sua fonte originaria, al suo essere gioco carico di avventura e al piacere provato dai bambini”.

Un'azione di gioco di PSG-Nizza
AFP

Una missione, quella di Farioli, che crede nel calcio come divertimento ma senza le elucubrazioni da filosofi guru della panchina, nonostante in filosofia lui ci si sia veramente laureato. L’esperienza fuori dal campo era già cominciata: a ventuno anni aveva cominciato ad allenare i portieri in Toscana, finendo anche nel Sassuolo di De Zerbi dopo gli inizi come vice-allenatore nella Fortis Juventus, parentesi alla Lucchese e al Benevento e un’esperienza nell’accademia Aspire di Doha. A 31 anni si trasferisce in Turchia, dove può allenare allenare la prima squadra del Karagumruk (che poi si affiderà a Pirlo) e l’Alanyaspor, che lascerà poco dopo il terremoto.

Con il Karagumruk, neopromosso in Super Lig, diventa l’allenatore italiano più giovane in un campionato europeo. Chiuderà la stagione all’ottavo posto. Farà ancora meglio l’anno dopo con l’Alanyaspor, quinto posto e record di punti.  Nello stesso anno acquisisce il patentino Uefa Pro dopo il percorso di formazione a Coverciano. Ora l’esperienza a Nizza, squadra di secondo piano ma con una società ambiziosa, dove è ancora imbattuto: tre pareggi con Lille, Lorient e Lione, poi le vittorie con Strasburgo e PSG.

I risultati del Nizza
Flashscore

Contro i parigini Farioli ha imposto il proprio gioco senza paura, mettendo in crisi la squadra di Luis Enrique con continue verticalizzazioni e costringendo gli avversari a un costante 1 contro 1 in difesa.  Meritandosi a fine partita anche i complimenti del tecnico spagnolo: "Francesco Farioli è un buon allenatore, mi piace il modo in cui gioca".

È forse presto per dare giudizi su questo ragazzo, che fin qui ha fatto comunque bene dovunque è andato, apprendendo il mestiere un po’ qua e un po’ là, anche da quel De Zerbi che ha incrociato a Sassuolo e di cui spera di ripetere la carriera. I presupposti per diventare un grande tecnico però ci sono tutti.  Noi ce lo auguriamo.

Marco Romandini
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