Tra i protagonisti della stagione del Monza in B c'è anche Andrea Petagna: l'ex attaccante - tra le tante - di Milan, Atalanta, Napoli, Cagliari e SPAL è riuscito a ritagliarsi il suo spazio nell'attacco dei brianzoli, nonostante la presenza di Mota Carvalho, Maric, Alvarez e adesso anche Cutrone.
In un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, il centravanti ha parlato del presente e del passato, condizionato da tanti problemi personali che non gli hanno impedito di esprimersi al meglio.
"Sono stati un anno e mezzo durissimi - ha spiegato Petagna -. La malattia di mio figlio, la separazione dalla mia compagna. Ho fatto fatica a restare concentrato sul mio lavoro. Nessuno mi è stato vicino. A Milano ho un solo amico, tutti gli altri sono spariti, anche quelli che per anni mi sono girati attorno".

Nelle ultime settimane però il calciatore del Monza si è tolto le sue soddisfazioni, segnando contro Juve Stabia, Carrarese, Frosinone e nuovamente Juve Stabia. Il primo gol alle Vespe è stato decisamente speciale: "Il primo con la Juve Stabia mi ha sbloccato. È stato un segno del destino: per la prima volta ho potuto dormire con mio figlio e due giorni dopo ho segnato".
Oltre un anno senza segnare
Prima della rete ai campani, a novembre, Petagna veniva da un lungo digiuno realizzativo iniziato il 14 gennaio 2024. Un calvario iniziato con una polmonite, che ha causato un crollo fisico e addirittura un intero campionato senza segnare. L'aiuto di uno psicologo, un messaggio del ds Burdisso e il calore dei tifosi hanno permesso di rialzarsi.
I rimpianti
Petagna si guarda indietro analizzando la sua carriera e dice la sua: "Non dovevo andar via dal Napoli. Avevo fatto 70 partite con due infortuni, lì stavo bene, e l’anno dopo ha vinto lo scudetto".
L'aneddoto
La Serie B non è mai stata la categoria di Petagna, che l'aveva assaporata per l'ultima volta dieci anni fa. Nel suo percorso calcistico l'attaccante nativo di Trieste ha debuttato in Nazionale e segnato gol pesanti, come quello in Atalanta-Napoli 1-0. "Penso di aver salvato la panchina a Gasperini - racconta -. Da lì forse è partito il suo ciclo. Gli ho mandato un messaggio quando ha vinto l’Europa League e mi ha risposto: 'Grazie, tutto è cominciato con un tuo gol'. Fantastico".
