In un Olimpico tristemente vuoto per via dell'assenza dei tifosi organizzati, in rotta con la società, la Lazio ha attaccato fin da subito. Di fronte un'Atalanta che come spesso accade lascia spazi, i padroni di casa sorprendevano la sua difesa facendo ammonire all'inizio prima Scalvini e poi Ahanor, che avrebbe lasciato il campo per Kolasinac dopo appena 25 minuti, vittima delle finte ubriacanti di Isaksen.
Al 16’ arrivava una delle occasioni più clamorose per gli orobici: Bernasconi riusciva a superare Provedel con un’uscita avventata fuori area e serviva Krstovic, che tirava a porta vuota; Provstgaard però interveniva provvidenzialmente deviando in angolo. L’Atalanta insisteva e al 21’ Ahanor spizzicava di testa da corner, senza trovare lo specchio.
La gara restava viva. Taylor colpiva un palo esterno dopo una bella accelerazione di Tavares e uno scambio rapido con Maldini. Poco dopo Zalewski si scontrava con Gila: il difensore della Lazio zoppicava per qualche istante, ma poi riprendeva il suo posto. Al 38’ arrivava l’episodio che cambiava l’inerzia: su un cross di Zappacosta, Cataldi toccava con la mano. Il Var confermava e al 41’ Ederson trasformava il rigore, spiazzando Provedel. Si andava così all’intervallo sullo 0-1 per gli orobici.
Nella ripresa la Lazio provava subito a rientrare in partita con alcuni cambi, mentre l’Atalanta inseriva forze fresche. Al 48’ si accendeva una situazione controversa: possibile rigore per i biancocelesti per una mano di Zappacosta, ma il Var rilevava un fuorigioco precedente di Tavares e tutto veniva annullato tra le proteste.
La Lazio tentava di riaprire il match con i nuovi ingressi, ma Carnesecchi si faceva trovare pronto anche su un colpo di testa all’indietro di Noslin. Al 60’ arrivava il colpo che sembrava chiudere i conti. Zalewski, ex romanista, riceveva palla fuori area e lasciava partire un destro a giro che si infilava alla sinistra di Provedel: era lo 0-2 per l’Atalanta.

Poco dopo lo stesso polacco ex Roma usciva dal campo e, fischiato dai pochi tifosi laziali presenti, rispondeva con un gesto provocatorio, incitando a continuare con i fischi. La reazione locale era tutta in una punizione centrale di Maldini ben ribattuta da Carnesecchi.
Il resto del match scivolava via con due occasioni per Ratkov, che prima colpiva il palo e poi non sfruttava una mischia in area. Alla fine i lombardi, che perdevano Raspadori per infortunio, portavano a casa tre punti che permettono loro di superare il Como e piazzarsi al sesto posto. Una dichiarazione d'intenti assoluta: la Dea combatterà fino alla fine.
