Tra il grido d'aiuto di Dzeko e il passato di Palladino: Atalanta-Fiorentina sfida che vale tanto

Palladino con Dodo e Kean
Palladino con Dodo e KeanTimothy Rogers / GETTY IMAGES EUROPE / Getty Images via AFP

Raffaele Palladino si prepara a incrociare la Fiorentina, il club che ha allenato fino a pochi mesi fa e dove il suo addio polemico ha lasciato strascichi. In un match che potrebbe segnare una svolta per entrambe le squadre, la Dea e i viola si giocano una fetta importante di stagione dopo avvii complicati.

Atalanta e Fiorentina, due club dal respiro internazionale, si ritrovano oggi lontani dalle vette che avevano conquistato con grande slancio nel recente passato. È strano vederle entrambe fuori dalla parte alta della classifica, dove avevano abituato i propri tifosi a lottare per traguardi ambiziosi.

La Dea, che solo un anno e mezzo fa ha scritto una pagina storica vincendo l’Europa League, e la Fiorentina, che ha sfiorato il sogno della Conference League, sono ora in una fase di incertezze e transizione.

Alla ricerca di stabilità, entrambe si preparano ad affrontare una partita da dentro o fuori, con l’obiettivo di risollevarsi dalle difficoltà che hanno segnato questo inizio di campionato.

Un inizio di stagione da incubo

La stagione 2025/26 è iniziata con il freno a mano tirato. Per la Fiorentina, il bilancio fino ad oggi è impietoso: zero vittorie in Serie A e una classifica che la vede in ultima posizione, schiacciata da un avvio disastroso che ha gettato ombre sul futuro. La squadra di Vanoli, che ha preso in mano le redini della panchina dopo l’addio di Pioli, cerca con insistenza una reazione che, ad oggi, sembra lontana.

Nonostante un potenziale che potrebbe permettere ai viola di lottare per l’Europa, la fiducia sembra essersi dissolta rapidamente. La lotta per la salvezza, in un inizio di stagione che nessuno avrebbe immaginato, è diventata una realtà con cui i tifosi fiorentini devono fare i conti.

Anche l’Atalanta non è stata immune dalle difficoltà. Dopo un inizio che aveva suscitato speranze, con 8 punti nelle prime 4 giornate, i bergamaschi sono incappati in una serie di pareggi che hanno minato le certezze di inizio stagione. Cinque pareggi consecutivi in campionato e due sconfitte, di cui una dolorosissima contro il Sassuolo (3-0 in casa), hanno portato alla decisione di cambiare allenatore, con l’esonero di Ivan Jurić.

Atalanta e Fiorentina nella parte destra della classifica
Atalanta e Fiorentina nella parte destra della classificaFlashscore

È stato a quel punto che la Dea ha puntato su Raffaele Palladino. Il suo esordio sulla panchina nerazzurra è stato segnato dalla sconfitta contro il Napoli, con una prestazione in chiaroscuro, che ha mostrato segnali di miglioramento solo nel secondo tempo. Tuttavia, è stato in Champions League che Palladino ha lasciato la sua impronta: la vittoria fondamentale contro l’Eintracht Francoforte ha regalato respiro alla squadra e alimentato la speranza a Bergamo. 

Palladino, il grande ex: tra passato e rivalsa

Proprio Palladino, l’ex tecnico della Fiorentina, sarà il protagonista della sfida di domenica. Un incontro che sa di rivalsa per il campano, che se da un lato ha contribuito al raggiungimento del sesto posto in Serie A e alla qualificazione alla Conference League con i viola, dall’altro ha visto il suo addio in circostanze tutt’altro che tranquille.

La sua separazione dal club fiorentino, tanto improvvisa quanto polemica, ha sollevato molte domande. Il tecnico, che aveva preso il posto di Vincenzo Italiano, aveva instaurato un rapporto altalenante con la dirigenza, segnato da divergenze sia tecniche sia personali con il direttore sportivo Daniele Pradè.

 

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Nonostante l’affetto dichiarato dal presidente Rocco Commisso, che lo definì "un figlio", e un rinnovo di contratto che lo legava alla Fiorentina fino al 2027, Palladino ha sorpreso tutti rassegnando le dimissioni il 30 maggio. Un gesto che ha lasciato l’amaro in bocca a molti, alimentato anche dal malcontento di una parte della tifoseria, che in più occasioni aveva espresso il proprio disappunto nei suoi confronti. Il "Palladino-Pradè accoppiata perdente" scritto su uno striscione all’ultima partita al Franchi è solo la punta dell’iceberg di un rapporto mai veramente sbocciato.

Ora, il tecnico campano è pronto a guidare l'Atalanta contro la sua ex squadra, con l’ambizione di dare una scossa alla Dea e proseguire la tradizione vincente del club bergamasco. Sarà una partita che non mancherà di emozioni, con Palladino intenzionato a mettere da parte le polemiche e concentrarsi sul suo nuovo progetto, che potrebbe partire proprio da una sfida che segnerà un punto di non ritorno per il futuro della squadra.

Il grido d'aiuto di Džeko e il "nuovo" Lookman

Gli altri due volti principali di questa sfida sono, senza dubbio, Edin Džeko e Ademola Lookman, seppur con traiettorie ben diverse. Il bosniaco, che probabilmente tornerà a sedersi in panchina a Bergamo, facendo spazio a Moise Kean come titolare, è stato al centro di riflessioni più profonde dopo il suo sfogo a fine partita contro l’AEK Atene. La sua dichiarazione ha colpito l’opinione pubblica e messo in luce la frustrazione di una squadra che non riesce a trovare il proprio equilibrio.

"Facciamo cagare, ma non possiamo essere fischiati ogni volta", ha detto Džeko, una frase che sintetizza perfettamente la difficoltà del momento per la Fiorentina. Il suo grido d’aiuto è stato un chiaro appello a rimanere uniti anche nei momenti più difficili, e a non lasciare che le difficoltà influenzino ulteriormente la fiducia della squadra.

Completamente diverso è il discorso che riguarda Lookman. Il nigeriano ha finalmente lasciato alle spalle l'estate turbolenta e le tensioni con Juric, e ora, sotto la guida di Palladino, sta mostrando il suo vero potenziale.

Il tecnico bergamasco gli ha affidato un ruolo centrale nel tridente offensivo con De Ketelaere e Scamacca, dandogli fiducia assoluta e minuti costanti, creando un legame che sta già dando i suoi frutti. E Lookman sta ripagando questa fiducia con prestazioni sempre più convincenti, culminate nel gol da centravanti puro contro l'Eintracht Francoforte.

Quella rete, per come è arrivata, ha il sapore di una nuova partenza, un preludio a un ritorno del Lookman che aveva incantato Bergamo con Gasperini, in particolare nella magica notte di Dublino, quando il suo talento aveva fatto brillare l'intera squadra.