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Chi: Kvernadze e Moreira
Giorgi Kvernadze e Diego Moreira sono due facce della stessa storia: quella degli uomini capaci di cambiare le partite. Il georgiano è ormai una certezza per il Frosinone e lo ha confermato anche a Genova, firmando al 14’ il gol del vantaggio contro il Genoa e venendo poi premiato come MVP della sfida. Una conferma del peso che ha assunto nell’attacco ciociaro, dove è diventato una delle principali armi offensive.
Moreira, invece, rappresenta la sorpresa del Milan. Entrato all’intervallo all’Olimpico contro la Lazio, con i rossoneri sotto 2-0, il belga ha ribaltato l’inerzia della partita in appena due minuti, segnando una doppietta tra il 65’ e il 67’. Un impatto devastante. Insomma, se Kvernadze è già l’arma in più del Frosinone, Moreira, improvvisamente, può diventare quella del Milan.
Come: un Milan a due facce
Il Milan di Amorim continua a vivere di contrasti: dopo un primo tempo disastroso, la squadra reagisce nella ripresa e rimonta la Lazio fino al 2-2, confermando però problemi difficili da spiegare con la sola rivoluzione estiva. È il quarto match in cui il tecnico cambia volto alla squadra nella ripresa grazie ai cambi.

Lo stesso Amorim ammette: “Non si può regalare un tempo”. La chiave, secondo il portoghese, è il controllo del gioco, soprattutto per dare un senso a Luka Modric: “Se trasformiamo la gara in una gara di corsa, per lui diventa impossibile”. La ripresa con Musah ha dato più ritmo e permesso al Milan di dominare il possesso. Un cambio di marcia evidente, ma che dovrà diventare la normalità fin dal primo minuto: con o senza il Pallone d'Oro croato?
Perché: Pisacane e un Cagliari che non finisce di stupire
Il Cagliari si prende Bergamo con un 2-1 sull'Atalanta e vola a 9 punti dopo quattro giornate, firmando la miglior partenza in Serie A dal 1970. Dietro il risultato c’è soprattutto il lavoro di Fabio Pisacane, capace di preparare una gara aggressiva e poi correggerla in corsa. All’intervallo il tecnico ha aumentato la densità centrale per limitare Kessié e ha cercato maggiore equilibrio sulla fascia sinistra, togliendo riferimenti al possesso atalantino.

Ma il suo lavoro va oltre la tattica: Pisacane sta dando spazio e fiducia ai giovani, da Paul Mendy, autore dell’1-0, ad Alessandro Romano, definito “un gioiello”. Anche Daniel Maldini è al centro delle sue attenzioni: il rigore dell’1-2 è decisivo, ma l’allenatore gli chiede continuità e maggiore partecipazione senza palla. Il Cagliari sorprende, ma Pisacane resta prudente: l’obiettivo dichiarato è la salvezza, con sacrificio e compattezza come basi del progetto.
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