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Il menu della domenica appena trascorsa era di appena tre portate, con l'antipasto tra Lecce e Monza e due portate principali, i match Napoli e Juventus.
Tre incontri che hanno anche confermato come, al netto del numero di gol complessivi, 11, il nuovo 'codice' voluto dall'IFAB per rendere le partite più scorrevoli riducendo al massimo le interruzioni sta funzionando e a beneficiarne è lo spettacolo.
Non sono mancati gli spunti da analizzare: ne abbiamo scelti 3 relativi ai match in questione. Ecco le nostre impressioni su ciò che è accaduto e che merita una riflessione
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Chi: Adzic, l’uomo dai gol pesanti
Partiamo dalla fine, ovvero dal successo del Sassuolo sulla Juventus (il terzo negli ultimi 4 confronti al MAPEI) arrivato al termine di un finale palpitante.
Il montenegrino ha deciso la partita tra emiliani e piemontesi, siglando il più classico dei gol dell'ex in pieno recupero senza esultare in segno di rispetto per la sua vecchia squadra.

Ma evidentemente il suo non è un caso isolato: oltre ad essersi rivelato un calciatore dai bonus facili (3 gol e 1 assist nelle prime uscite in neroverde), ancora una volta un suo gol ha deciso una partita nel finale.
Più che curioso constatare che anche lo scorso anno, quando firmò il 4-3 della Juve sull’Inter, era il 13 di settembre, un giorno che evidentemente gli porta bene.
Per la Juventus il suo centro non fa che aumentare i rimpianti per un reparto sempre più anonimo, momentaneamente svuotato dagli infortuni di Thuram, Locatelli e McKennie e privo di un centrocampista decisivo come il montenegrino. La Vecchia Signora se n’è liberata troppo presto considerando la situazione in mezzo al campo?
Perché: perché De Bruyne rende più nel gioco di Allegri
Il Napoli non poteva che sbloccarsi in casa con una vittoria di 'corto muso', la seconda di questo inizio di stagione complicato dopo il debutto vincente di Genova.
Il ritorno al gol dei campani porta la firma di Lobotka, ma la prestazione collettiva ha finalmente soddisfatto sebbene il risultato finale sia stato risicato, frutto di una sola rete di scarto.

Pur non essendo stato il migliore in campo (rating di 7.8, inferiore a quello di Lobotka e Marin), Kevin De Bruyne ha lanciato segnali incoraggianti: Allegri, a differenza di Conte, ha deciso di lasciarlo più libero senza essere imbrigliato in compiti tattici precisi e il belga ne sta beneficiando.
Insomma, un trattamento più all'inglese, con licenza di poter concentrarsi solo sulla fase creativa del gioco del Napoli, potrebbe farlo tornare quello di qualche anno fa, quello che i tifosi partenopei sperano di rivedere.
Quando: Zhegrova, con un anno di ritardo
Gran parte dei supporters bianconeri associa ancora il nome del kosovaro al rigore in movimento che si è divorato lo scorso anno contro il Galatasaray, vanificando una rimonta che sarebbe divenuta epica.
Un anno difficile e tormentato quello dell'ex Lille, spesso in handicap fisico e raramente utile alla causa: la scorsa stagione per lui infatti 0 gol e 0 assist in bianconero, un record negativo difficile da accettare.
Quest'anno sembrava potesse andare via, chiuso da Conceicao e Gonzalez, e invece è rimasto: quella di Reggio Emilia potrebbe diventare la sua epifania, tanto improvvisa quanto inutile visto il risultato finale.
Ma comunque un punto di partenza per un giocatore che ha sempre fatto intravedere un enorme potenziale, senza però riuscire a ritagliarsi un posto nella storia bianconera. Almeno fino ad oggi.
Se è Serie A, allora DAZN
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