Semaforo verde: Inter
Otto vittorie di fila, un ritmo da schiacciasassi e una classifica che non ammette repliche: Inter capolista con dieci punti di margine sul Milan. È un dominio che sa di sentenza quello orchestrato dalla squadra di Cristian Chivu, capace di imporre la propria legge anche nell’ultimo turno con un secco 2-0 al Genoa guidato da Daniele De Rossi.
A prendersi la scena, ancora una volta, la gemma balistica di Federico Dimarco, impreziosita dal rigore trasformato con freddezza chirurgica da un ritrovato Hakan Çalhanoğlu.
I nerazzurri avanzano con autorità e consapevolezza, e si affacciano alla settimana del derby con il vento in poppa e l’inerzia tutta dalla propria parte.

Semaforo giallo: Atalanta
La Dea si inceppa sul più bello. Dopo tre squilli consecutivi in campionato, la squadra di Raffaele Palladino frena a Reggio Emilia, smarrendo ritmo e punti pesanti nella corsa europea. Il passo falso costa terreno: ora il distacco dalla Roma quarta è di sei lunghezze, un margine che impone una pronta reazione.
Un ko che, almeno per ora, può essere archiviato senza drammi. I nerazzurri arrivavano da una notte destinata a restare negli annali, il fragoroso 4-1 inflitto al Borussia Dortmund, un’impresa senza precedenti nella storia europea del club bergamasco.

Non una bocciatura, dunque, ma un rinvio all’esame di maturità.
Semaforo rosso: Fiorentina
Cade e lo fa senza attenuanti la Fiorentina, travolta sul campo dell’Udinese in una serata da dimenticare. È il tredicesimo ko in campionato per la viola, ripiombata in una fragilità disarmante dopo l’illusorio squillo nel derby contro il Pisa.
Le crepe, in verità, si erano già intraviste nel confronto europeo con lo Jagiellonia, dove la squadra di Paolo Vanoli era sopravvissuta soltanto ai supplementari, più per orgoglio che per reale controllo della gara.

In Friuli ci si attendeva una reazione, una prova di carattere e brillantezza. È arrivato invece l’ennesimo tonfo.
