Senza il funambolo Neres, fermo per infortunio, il Napoli ha ospitato il Verona in un quasi testa-coda nel quale ha avuto l'obbligo di fare la partita fin da subito. Blocco basso e compatto il credo di Paolo Zanetti, che ha costretto la squadra azzurra ad armarsi di pazienza fin da subito per trovare il giusto pertugio. Che veniva trovato all'ottavo da Elmas, la cui incursione però non rompeva la resitenza di un reattivo Montipò, ben appostato sul primo palo.
Al quarto d'ora Orban provocava la prima parata di Milinkovic-Savic, calciando centrale da circa venti metri dopo aver rubato palla a metà campo. Il palleggio forzoso degli azzurri veniva interrotto da un contropiede fulminante dei veneti, che con un'azione in velocità sfondavano sulla destra e trovavano il vantaggio con un colpo di tacco da centravanti di Frese, che veniva dimenticato da un assopito Di Lorenzo e fermava a 393 minuti l'imbattibilità della squadra di Antonio Conte.
Doppio schock
E così, mentre la pioggia scendeva impietosa sul Maradona, i campioni d'Italia si vedeveno costretti a trovare idee che non si plasmavano. Anzi, il vantaggio metteva le ali a un Verona che prendeva fiducia e otteneva un calcio di rigore per fallo di mano di Buongiorno in area dopo uno stacco di testa non ortodosso. Dagli undici metri Orban infilava con freddezza e precisione, aprendo così una seconda crepa nel morale dei partenopei.
La reazione, più d'istinto che concreta, arrivava al 33esimo con un colpo di testa di Hojlund alto di poco su cross da destra di Di Lorenzo. Hojlund, eletto miglior giocatore dello scorso mese, veniva costantemente schermato dai centrali veronesi, e quando si allargava sulla destra per ispirare l'inserimento di McTominay il tiro dello scozzese finiva secco sulla schiena di Nuñez. A dimostrazione che le circostanze non erano propizie.
Urlo scozzese
Dopo l'intervallo, il Maradona tremava per un mancato aggancio di Milinkovic in area su un cross. La ovvia reazione da parte degli azzurri si esprimeva tramite alcuni spunti di Lang, che da sinistra si accentrava e si procurava un corner impegnando Montipò in una parata strepitosa. Sul corner seguente, però, il portiere veneto usciva male e veniva sovrastato da McTominay, il cui colpo di testa andava oltre la linea e riapriva tutto. Lo scozzese arrivava in ritardo poco dopo su una bella sponda di Hojlund propiziata da un'imbeccata del subentrato Spinazzola.
Per niente intimorito, il Verona continuava a fare la sua sapiente partita, e al 67esimo Bernede andava via alla grande sulla sinistra mettendo in appresione anche Lobotka, ma il suo cross veniva fermato da Di Lorenzo. Marianucci prendeva il posto di Elmas, con Di Lorenzo che saliva a centrocampo e Politano ad accompagnare Hojlund.
Pari e forcing sterile
Al 75esimo il grido per il gol di Hojlund su mischia in area veniva soffocato da un check del Var che annullava tutto per fallo di mano. Veniva invalidato anche il destro di McTominay sotto misura per fuorigioco di Rrahmani sulla sponda precedente, mentre Lucca era andato ad aumentare il peso specifico dell'attacco azzurro. Ma il pari arrivava dalla destra, con Marianucci che all'83esimo si defilava bene e mette in mezzo per Di Lorenzo, che in contro balzo anticipa tutti e la infila sul primo palo.
Il forcing del Napoli era tambureggiante ma senza fori sulla tela di un Verona solido e che al 93esimo per poco non trova il terzo con un contropiede in cui Giovane sfiorava il lob vincente. Senza più schemi in campo, gli azzurri provavano sempre dalla destra, con Di Lorenzo che o crossava o si inseriva per colpire di testa. Ma varchi non ce n'erano più. E neanche i tre punti.

