Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, alla vigilia del match di San Siro con il Milan non ha partecipato alla solita conferenza stampa ma è intervenuto ai microfoni di Radio Serie A.
Il tecnico biancoceleste ha esordito: "In questo anno e mezzo ho visto partite, non è che il mondo rimane quello. Purtroppo la storia familiare quest’anno non è stata bellissima, e quindi ho avuto a che fare anche con questo. Penso che siano una serie di contingenze che capitano che mi hanno fatto cambiare vita, uno scala le categorie fino a quando si trova in una in cui fa un passo indietro o uno in avanti. E io l’ho fatto in avanti”.
Poi ha proseguito: “Da quando faccio questo come mestiere non ho mai avuto la sensazione di andare a lavorare, e questo è tanta roba. All’inizio ho iniziato per divertimento, poi a un certo punto l’obiettivo era di farne una professione ma senza avere ambizioni così alte. Pensavo di arrivare in Serie C, sarei stato contento lo stesso. Poi la fortuna di capitare nel punto giusto al momento giusto mi hanno portato qui. L’esordio a Napoli è stato bello, per me è stato un giorno pieno di emozioni”.

Il "Sarrismo" e lo Scudetto perso in albergo
Sugli anni al Napoli: “Ero in una squadra che ho preso e senza cambiare tanti giocatori abbiamo fatto tante cose. C’erano tutte le cose per innescare il meccanismo giusto, abbiamo fatto un calcio straordinario e divertente. Non abbiamo vinto niente ma abbiamo fatto un viaggio bellissimo. Non so se mi piace la parola “Sarrismo”. Penso che certe caratteristiche bisogna cercare di esaltarle, chiaro che nessuna squadra che ho allenato in seguito poteva giocare come il Napoli. Lo Scudetto perso in albergo? Dopo la vittoria allo Stadium, in televisione abbiamo visto cose durante Lazio-Juventus che non ci sono piaciute tantissimo, abbiamo avuto la colpa di non essere in grado di giocare il giorno dopo"
I giocatori che ricorda con più piacere: “Un centrocampista come Hamsik ci farebbe comodo alla Lazio, lui sarebbe potuto essere un giocatore da Barcellona o Real Madrid. Noi siamo alla ricerca di una base solida per costruire una squadra competitiva”.
"Meglio un presidente impegnativo che un fondo di investimenti"
Su De Laurentiis: “A volte si pensa che è meglio un presidente impegnativo che un fondo di investimenti. Quando le squadre sono in mano alle famiglie è chiaro che il presidente sia una figura dominante, quindi averci a che fare è sempre impegnativo. A volte meglio una litigata faccia a faccia che avere un fondo, anche se non è un’esperienza che ho fatto. Qualche litigata l’ho fatta, ma fa parte della volontà di crescere; i confronti tosti sono utili”.
Sul momento alla Lazio: “Immaginavo che questo sarebbe stato un anno impegnativo, anche se non così tanto. Questi sono stati i 5 mesi più impegnativi della mia carriera ma per un certo punto di vista anche i più divertenti: ho un gruppo che mi segue. Io diverso dalla prima esperienza alla Lazio? Probabilmente nel processo di invecchiamento aumenta la pazienza, dubito di essere più morbido”.

I rumors sul Milan e i giovani allenatori in A
Le voci estive avevano accostato Sarri al Milan: “Io al Milan? Le storie estive poi non hanno più nessun significato. Io mi sono seduto sulla panchina della Lazio quindi va bene così. Ci sono tanti allenatori interessanti in questa Serie A, Fabregas per esempio è un grande conoscitore di calcio e un predestinato. A me piace molto anche Grosso. Ci sono tanti ragazzi che possono avere un futuro importante. Chivu mi è piaciuto a livello di personalità”.
Sul calciomercato: “Sarebbe bello riuscire a creare una base di giocatori che con 2/3 innesti possa alzare il nostro livello. Il lavoro procede, la squadra sembra dare segnali: la speranza è che tutte le componenti ci diano una mano. Spero che la Lazio riesca a prendere il Flaminio e che nella prima partita ci sia io in panchina”.
