Dopo la parentesi olimpica, San Siro viene restituito al grande calcio e Milano torna ad accendersi sulla sfida più controversa e affascinante del campionato, quella tra la l'Inter e la Juve.
Anni di polemiche, scontri e contestazioni fra due grandi club da sempre nemici, che si sono affrontati a colpi di trofei e titoli, litigando su tutto.
Quella di sabato non è una partita decisiva, l'Inter viaggia a un'altra velocità, la Juve combatte come può una crisi non solo societaria, finanziaria e anche identitaria.
Spodestata dal ruolo di eterna favorita, si ritrova nella mischia delle inseguitrici appaiata alla Roma a 46 punti. Si gioca la sera del 14 febbraio, il giorno di San Valentino, ma a San Siro l'unica dichiarazione d'amore sarà per l'Inter chiamata a vincere per l'orgoglio e la gloria, oltre che per la classifica.
Inter in forma smagliante
I nerazzurri si presentano in campo con una formazione classica, affidandosi al talento e alla forma di Lautaro in coppia con Thuram. Si allenano in gruppo Calhanoglu e Barella ma sarà difficile vederli in campo. In recupero anche Dumfries ma per lui c'è ancora da aspettare.
L'Inter di questa stagione non ha problemi di assenze o presenze, con Pio Esposito vero asso nella manica di Chivu che ha infuso alla squadra la sua visione riuscendosi a farsi capire e seguire. Un linguaggio comune che non ha bisogno di 'traduzione' fra allenatore e giocatori.

Chivu è stato bravo a farsi rispettare come tecnico, non come pari. Un destino - quello che lo lega all'Inter - che sembrava già scritto e che Marotta ha saputo prevedere e leggere.
L'ex torna a San Siro
Sorte diversa per il grande ex Spalletti che, dopo varie traversie, è approdato alla Juve, quasi una nemesi. Tuttavia i suoi due anni in nerazzurro non sono stati del tutto negativi con l'Inter in Champions in entrambe le stagioni.
Alla fine, il 30 maggio del 2019, il tecnico toscano è stato sacrificato dal giovane presidente Zhang, che ha preferito puntare sul fuoriclasse Conte.
Per Spalletti sicuramente un addio amaro. Sabato avrà voglia di rivincita con la sua Juve, una squadra che ha saputo rimodellare e che, nonostante qualche scivolone, sembra migliorare sotto la sua mano esperta.
Il precedente del 4-3 di settembre
Il suo predecessore Tudor aveva vinto all'andata il 13 settembre scorso in una partita spettacolare, piena di colpi di scena e gol.
Finì 4-3 allo Stadium con un gol di Adzic oltre il novantesimo. Pessimo inizio di campionato per i nerazzurri ma quell'incontro settembrino e la sconfitta beffa hanno svegliato l'Inter che da quel momento di passi falsi non ne ha più fatti.
