Il Napoli prende Roma sotto una pioggia incessante e la governa con autorità, ritmo e qualità, chiudendo la partita sullo 0-2 e certificando la crisi di una Lazio sterile e fragile, soprattutto in fase offensiva. Per la squadra di Sarri è il terzo match consecutivo senza vittorie, una caduta pesante davanti al proprio pubblico che accentua dubbi e malumori.
Gli azzurri non perdono mai il controllo del gioco: gestiscono i tempi, scelgono quando accelerare e quando abbassare il ritmo, dando sempre la sensazione di avere la partita in pugno. La Lazio, al contrario, appare smarrita, priva di idee e incapace di opporre una vera resistenza alla superiorità tecnica e mentale del Napoli, che esce dall’Olimpico con una vittoria netta, meritata e mai realmente in discussione.
Superiorità tecnica e mentale
Il fischio d’inizio segnala subito che la squadra di Conte ha un’altra marcia. La Lazio cerca di scappare in avanti, ma più per istinto che per vera manovra corale. L’attacco è improvvisato, il possesso è impreciso, mentre il Napoli palleggia con tranquillità, occupa il campo con ordine e aggredisce gli spazi con intelligenza. I biancocelesti fanno fatica a trovare il passo, e quando ci riescono, sono immediatamente frenati.
Il Napoli invece non perdona e alza il ritmo, dimostrando subito di aver studiato bene le debolezze degli avversari. Al 5’, McTominay si fa sentire nell’area biancoceleste con un colpo di testa su calcio d'angolo, mentre al 13’ arriva il primo gol. Politano pennella dalla destra, Spinazzola si infila con tempismo, superando la difesa laziale e batte Provedel con un piatto secco, lanciando il Napoli in vantaggio. Il gol non è una sorpresa, ma una logica conseguenza di una superiorità evidente. La Lazio è costretta a subire e sembra non avere risposte.

Già in difficoltà, i padroni di casa non riescono a reagire, e i partenopei continuano a crescere in sicurezza. Ogni singola parte del gioco azzurro sembra fluire con naturalezza: il possesso palla è inarrestabile, la manovra è precisa, e la sensazione di un altro gol imminente è palpabile. Non è più una questione di se, ma di quando. E al 32’, arriva il raddoppio: una punizione dalla trequarti di Politano, una parabola perfetta sulla quale Rrahmani stacca più in alto di tutti e con un colpo di testa preciso firma lo 0-2. Il VAR interviene, ma non c’è nulla da correggere. L’Olimpico rumoreggia, mentre la Lazio è ormai sotto shock.
La squadra di Sarri cerca di rispondere, ma il suo primo tempo è già segnato. Al 34’, Noslin ha finalmente lo spazio per riaprire la partita: salta Milinković-Savić dopo un recupero palla altissimo, ma invece di concludere prontamente, si inceppa, si prende troppo tempo e serve Cancellieri in una situazione già compromessa. L’azione sfuma, e con essa anche le ultime speranze di riavvicinarsi al Napoli.
Poco dopo, al 39’, gli azzurri vanno a centimetri dal tris: Neres disegna un cross perfetto, Elmas svetta più in alto di tutti e colpisce la traversa piena. La formazione biancoceleste è ormai in balia, incapace di rispondere in modo concreto. Il verdetto è chiaro e pesante: Napoli padrone assoluto del campo, Lazio senza tiri in porta, con solo il 32% di possesso palla e in totale confusione.
Conte sorride, Neres preoccupa
Nel secondo tempo il copione non cambia, anzi. Il Napoli gestisce il vantaggio con maturità, spegne sul nascere la timida reazione iniziale della Lazio e continua a rendersi pericoloso. Spinazzola va a un passo dalla doppietta, Højlund accarezza il gol con un sinistro potente che sfila di poco a lato.
L’unica nota stonata per Conte arriva al 67’, quando Neres è costretto al cambio per un problema alla caviglia. Al suo posto entra Mazzocchi, e non Lang (ingresso solo all'85'): una scelta che potrebbe anche leggere in chiave di mercato. L’infortunio non scalfisce però l’equilibrio degli azzurri, che continuano a dominare sul piano territoriale e tecnico.
Nel finale esplode anche il nervosismo, soprattutto in casa Lazio. Arrivano tre cartellini rossi: Noslin viene espulso per doppia ammonizione, mentre Marusic e Mazzocchi finiscono anzitempo sotto la doccia dopo una rissa accesa che fotografa alla perfezione il momento di confusione e frustrazione dei biancocelesti.
Il triplice fischio certifica una vittoria pesante e significativa. Il Napoli sfiora più volte il 3-0 e torna dalla Capitale con tre punti che valgono il ritorno al secondo posto, a -1 dal Milan capolista. La Lazio, invece, scivola al nono posto, superata dall’Atalanta, e vede allungarsi le ombre su una stagione che inizia a riempirsi di interrogativi.
