Doveva essere un infortunio di massimo un paio di mesi. Si è ormai andati oltre tre. E all'orizzonte non si scruta nulla di nuovo. Quando a metà novembre Frank Anguissa ha lasciato il ritiro del Camerun per un problema muscolare, la prospettiva di perderlo fino a metà gennaio è sembrata disastrosa, ma non tragica. Perché è vero che il Napoli perdeva il suo miglior assaltatore fino a quel momento, viste le quattro reti segnate in altrettante vittorie, ma aveva comunque messo in conto che con la Coppa d'Africa sarebbe stato fuori un mese e mezzo.
Il classe 1995, invece, ha perso sia la possibilità di poter vestire la maglia dei Leoni Indomabili sia di rientrare in un gennaio di fuoco per gli azzurri, che con i pareggi interni contro Verona e Parma hanno bucato nella corsa allo Scudetto. Il suo rientro, come detto dal responsabile dello staff sanitario partenopeo Raffaele Canonico, era previsto per il match di Champions League del 20 gennaio in casa del Copenaghen.

Lombalgia misteriosa
Nulla di tutto ciò è invece avvenuto. Lo stesso medico del Napoli aveva infatti argomentato nel suo intervento alla radio partner CRC, affermando: "Martedì durante la seduta con la squadra, quasi a fine seduta, si è bloccato con la schiena: una cosa differente rispetto all'infortunio precedente. Non era prevedibile questo attacco di lombalgia abbastanza forte: questo ci ha rallentato. Stiamo riaumentando i carichi di lavoro, siamo fiduciosi che in settimana o fine settimana si riaggreghi alla squadra".
Mai previsione si è rivelata più nefasta, dato che la schiena del centrocampista africano non ha dato prova di alcun miglioramento nei giorni e nelle settimane a seguire. Dopo l'infortunio al ginocchio del capitano Giovanni Di Lorenzo, che ha rivelato di star giocando da mesi con un piede dolorante, e la consapevolezza dei dolori costanti alla coscia di Scott McTominay, le indiscrezioni che filtrano su Anguissa sembrano sempre più plausibili.

Incertezza
Da quanto filtra nell'ambiente, pare che il camerunese non se la senta di provare a giocare col dolore, come hanno fatto alcuni suoi compagni di squadra. In un clima reso ostile da una serie di lesioni muscolari e non, l'ultima delle quali a un David Neres che a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno volava ed era decisivo. L'operazione al tendine della caviglia da parte del brasiliano ha aperto il vaso di Pandora azzurro. Non fa strano, dunque, che Anguissa non intenda forzare. E senza di lui, una squadra già di per sé ondivaga e priva di vari elementi di spicco, perde un'arma preziosissima.
In procinto di partire l'estate scorsa, è rimasto anche per continuare il progetto legato ad Antonio Conte, che su di lui non ha mai voluto fare a meno. Fino a quando la forza maggiore non lo ha fermato. E così, mentre per Kevin De Bruyne sembra che sia aprile il mese del ritorno e Romelu Lukaku sembra ancora timido nei movimenti dopo che la sua coscia è implosa ad agosto, l'incertezza sul camerunese la fa da padrone al centro di allenamento di Castelvolturno.

Le sfide con Roma e Atalanta non sembrano essere alla portata dell'ex Fulham, che secondo lo stesso Conte ha a che fare con un "problema alla schiena che i medici non stanno riuscendo a risolvere". Scaricabarile a parte, il mistero continua a infittirsi. Senza Mondiali nel mirino, data la mancata qualificazione del Camerun, Anguissa non sembra costretto a tirare il freno a mano. Attaccatissimo alla maglia, è però adesso assente da tantissimo tempo. E alcuni disperano anche di vederlo scendere in campo prima della fine della stagione.
