Una partita che vale un’intera stagione. Contro il Cagliari, al Milan basta praticamente anche un pareggio per garantirsi matematicamente il quarto posto. I rossoneri, infatti, sono sotto negli scontri diretti solo in caso di arrivo a pari punti con la Juventus e nessun'altra. E, non c'è che dire, l’approccio della squadra di Allegri all'incontro è quello giusto. I padroni di casa partono forte, fortissimo, e dopo appena due minuti trovano subito il vantaggio.
Sul lungo lancio di Tomori, Gimenez prolunga di testa quel tanto che basta per liberare Saelemaekers davanti a Caprile: il belga controlla e batte comodamente il portiere rossoblù per l’1-0 che accende immediatamente San Siro.
La sensazione è che il Milan possa avere la partita in pugno, ma proprio nel momento in cui i rossoneri sembrano controllare il gioco arriva la doccia fredda. La prima. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Esposito, Yerri Mina prolunga di testa e il più rapido di tutti è Borrelli, che da pochi passi trova la zampata vincente per il pareggio del Cagliari.
Fischi a San Siro
Un gol che cambia l’atmosfera della serata. Il Cagliari, pur senza particolari obiettivi di classifica, continua, infatti, a giocare la propria partita con intensità e coraggio, mettendo in seria difficoltà il Milan e togliendo ritmo e tranquillità ai rossoneri.
Si arriva così all’intervallo tra i fischi di San Siro, spazientito dall’incapacità della squadra di trovare nuovamente spazi nella difesa rossoblù. Fischi che si trasformano in preoccupazione e nervosismo poco prima dell’ora di gioco, quando il Cagliari completa la rimonta.
Sulla punizione battuta dalla sinistra da Gaetano, Borrelli impegna Maignan. Sulla ribattuta del portiere francese il più lesto è Rodriguez che anticipa tutti di testa gelando completamente San Siro, ormai furioso per una situazione diventata improvvisamente drammatica. Le notizie che arrivano dagli altri campi, infatti, sono pessime per i rossoneri scavalcato in classifica da tutte le dirette avversarie: Roma, Como e Juventus.
Max ci prova con Leao
L’ingresso di Rafael Leão arriva dopo 67 minuti, nel momento più complicato della serata rossonera. Allegri si affida così a quello che avrebbe dovuto essere l’uomo simbolo della stagione del Milan per provare a raddrizzare una situazione diventata improvvisamente disperata.
Con il portoghese in campo il Milan riesce effettivamente a guadagnare qualcosa in termini di imprevedibilità e pericolosità offensiva nell’ultimo terzo di campo, ma allo stesso tempo perde inevitabilmente equilibrio, concedendo spazi enormi alle ripartenze del Cagliari.
Ed è proprio in contropiede che i rossoblù sfiorano più volte il colpo del definitivo ko. Se il risultato resta ancora aperto fino ai minuti finali, gran parte del merito è di Maignan e della difesa rossonera.
Prima è Gabbia a evitare il 3-1 con un intervento provvidenziale a pochi passi dalla linea di porta su tiro a botta sicura di Adopo. Poi, tocca al portiere francese salvare il Milan in un decisivo uno contro uno contro Mendy, riuscendo a ipnotizzare l’attaccante avversario e a respingere la sua conclusione.

Dramma rossonero
Parate e salvataggi che tengono ancora in vita il Milan, ma che allo stesso tempo raccontano perfettamente il caos e la fragilità con cui i rossoneri affrontano l’ultima parte della gara. La partita, però, non regala altri colpi di scena. Nonostante gli assalti finali e i tentativi disperati nel recupero, il Milan non riesce a trovare il gol del pareggio e finisce travolto dalla delusione di San Siro: "A lavorare, andate a lavorare".
Il Cagliari resiste fino al triplice fischio, conquista una vittoria prestigiosa per 2-1 e condanna i rossoneri a una serata amarissima. Con questa sconfitta il Milan chiude, infatti, fuori dalla zona Champions, mancando l’obiettivo minimo della stagione e aprendo inevitabilmente riflessioni pesantissime sul futuro del club, della squadra e della panchina rossonera.
