In una notte carica di significati per Max Allegri, che a Cagliari ha vestito la maglia rossoblù tra il 1993 e il 1995 e ha mosso proprio su questa panchina i primi passi da allenatore in Serie A, il Milan soffre, si incarta e per lunghi tratti resta imbrigliato da un Cagliari feroce, compatto, intenso.
Poi, come spesso accade quando la partita sembra scivolare via, arriva il lampo che sposta tutto: Rafa Leão. Tornato dopo l’infortunio muscolare, il portoghese irrompe nella serata sarda e regala al Diavolo una vittoria pesantissima, l’1-0 che vale almeno due notti in vetta alla classifica.
Onda rossoblù
All’Unipol Domus il primo tempo è soprattutto battaglia. Duelli, seconde palle, contatti continui e pochissimo spazio per la qualità, con un ritmo che non riesce mai davvero a decollare. Per il Milan, consapevole delle insidie della trasferta, i primi 45 minuti sono una sentenza severa: zero tiri nello specchio, numerosi errori tecnici e la costante percezione di una squadra mai realmente padrona della gara.
Il Cagliari, al contrario, entra in campo con personalità e idee chiare. Aggressivo fin dal primo possesso, prende subito il pallino del gioco e prova ad alzare i giri del motore. Bastano pochi secondi per capire l’aria che tira: Prati e Palestra ci provano dalla distanza, chiamando Maignan alla massima attenzione e lanciando un messaggio inequivocabile. I rossoblù non hanno alcuna intenzione di fare da comparsa.
La squadra di casa occupa bene gli spazi, è compatta tra i reparti e riparte con ordine e lucidità, mandando spesso fuori giri una manovra rossonera lenta, prevedibile e poco sincronizzata. L’occasione più importante arriva intorno alla mezz’ora, quando Esposito legge alla perfezione l’inserimento di Adopo: colpo di testa pulito, Maignan è costretto a sporcarsi i guanti per evitare il vantaggio sardo.
Il Milan prova a reagire a strappi, affidandosi quasi esclusivamente alle iniziative individuali. Leao tenta di accendere la luce con qualche accelerazione, ma trova sempre la strada sbarrata dalla compattezza difensiva del Cagliari o tradisce l’intesa con Loftus-Cheek, come nella ripartenza gettata alle ortiche a metà frazione. L’unico vero sussulto arriva da un episodio: Rodriguez stende Loftus in area, ma il VAR spegne subito l’illusione del rigore segnalando un precedente fuorigioco di Leão. Nulla di fatto.
Risveglio rossonero
Nell’intervallo Allegri chiede molto di più, e il messaggio viene recepito. Al rientro in campo il Milan è un’altra squadra: baricentro più alto, ritmo finalmente adeguato e una pressione costante che costringe il Cagliari ad abbassarsi. I rossoblù vanno in affanno nei primi minuti della ripresa, schiacciati nella propria metà campo, lasciando spazio a quei fraseggi che erano mancati nella prima frazione.
Il vantaggio arriva al 50’ e nasce sulla corsia di destra. Fofana vede e serve in profondità Rabiot, che arriva sul fondo e mette un cross teso a mezza altezza. Zappa manca l’intervento, il pallone attraversa l’area e finisce sui piedi di Leão. Controllo, sinistro secco, rete. Un gol che è una firma, la sesta in campionato, arrivata al rientro dall’infortunio e nel momento in cui il Milan ne aveva più bisogno.

Poi, come naturale conseguenza della gestione e delle condizioni fisiche non ancora ottimali, Allegri concede al suo numero 10 un’uscita anticipata. Al suo posto fa il debutto in rossonero Niclas Füllkrug, che al 68’ entra in campo insieme a Ricci per dare nuove energie alla manovra. Altri cambi seguono poco dopo: Gabbia e Pulisic per Estupiñán e Loftus-Cheek al 78’, sostituzioni che scandiscono il tempo, spezzano il ritmo e raffreddano il tentativo di rimonta di un Cagliari più controllato nella ripresa, pericoloso solo al 70' con una rovesciata di Kılıçsoy che termina di poco a lato.
Alla fine, grazie anche a un ingresso efficace di Pulisic e a una gestione impeccabile del vantaggio, il Milan conquista una vittoria preziosa lontano da Milano, tornando momentaneamente in vetta alla classifica e mantenendo l’imbattibilità iniziata dopo il ko in apertura contro la Cremonese. Per il Cagliari, invece, resta un ko amaro, soprattutto alla luce di quanto mostrato nella prima frazione di gioco.
