La Procura della FIGC indaga sulle evasioni fiscali degli arbitri: coinvolti Orsato e Rocchi

Daniele Orsato riceve il premio di "Miglior Arbitro" da Gianluca Rocchi
Daniele Orsato riceve il premio di "Miglior Arbitro" da Gianluca RocchiMarco BERTORELLO / AFP

La Procura della Federcalcio continua a indagare sulle evasioni fiscali degli arbitri: aperta un'indagine che rischia di coinvolgere anche il designatore Gianluca Rocchi e l'ex arbitro Daniele Orsato. Un caos vero e proprio, che coinvolgerebbe una cinquantina di persone fra arbitri e assistenti.

Un vero e proprio terremoto quello che si sta abbattendo sull'Associazione Italiana Arbitri, coinvolta in un'indagine aperta dalla Procura della Federcalcio in merito alle evasioni fiscali degli arbitri. Un procedimento aperto da quest'ultima, nel quale sono stati iscritti anche i nomi del designatore Gianluca Rocchi e dell’ex arbitro Daniele Orsato. 

L’indagine, però, pare riguardare anche altre persone, circa una cinquantina fra arbitri e assistenti, a causa di rimborsi e ricompense ricevuti dall’UEFA e non dichiarati nel periodo compreso fra il 2018 e il 2022 per arbitraggi in vari paesi europei.

Questi comportamenti avrebbero violato i principi di lealtà, correttezza e probità del Codice di giustizia sportiva (art. 4) e l’articolo 42 del regolamento AIA. Essi stabiliscono che è dovere degli arbitri “improntare il loro comportamento, anche estraneo allo svolgimento dell’attività sportiva e nei rapporti con colleghi e terzi, ai principi di lealtà, trasparenza, rettitudine e della comune morale, a difesa della credibilità ed immagine dell’AIA".

Cosa rischiano ora gli arbitri

Processo sportivo e sanzioni che vanno dalla ammenda alla squalifica: questo ciò che rischiano ora gli arbitri in caso di deferimento. Secondo il Fisco, non sono stati versati i contributi statali su un guadagno minimo di 8mila euro a incontro. Le somme contestate, però, non hanno però mai superato i 100mila euro, la soglia minima per far configurare il reato penale.


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