L'Atalanta ha vinto con merito nel terzo match di giornata: contro la Fiorentina è arrivato un successo che mancava esattamente dal 21 settembre.
Il 2-0 condanna la squadra ospite all'ennesimo stop, ancora una volta senza segnare: i viola sono sempre ultimi insieme al Verona.
La sblocca Kossounou con un cross sbagliato
Raffaele Palladino, contro il suo passato, cerca il primo successo in campionato dopo l'exploit di Francoforte. Discorso simile per Paolo Vanoli, che deve provare a sbloccare i viola ancora ultimi.
Viste le tante motivazioni sul piatto, il primo tempo è divertente soprattutto per merito della Dea, molto propositiva sin dalle prime battute.
I bergamaschi però peccano nella finalizzazione con Charles De Ketelaere e Davide Zappacosta e non riescono a sfondare contro la difesa dei toscani, che ci provano principalmente in ripartenza sfruttando gli spazi lasciati dai nerazzurri: l'occasione più ghiotta è capitata a Roberto Piccoli, a cui però è mancato il killer instinct sotto porta.

Quando sembrava che il primo tempo potesse terminare in parità, gli orobici l'hanno sbloccata nel modo più strano, ovvero con un cross sbagliato di Odilon Kossounou che ha sorpreso David De Gea: primo gol in maglia Atalanta per il difensore, tutt'altro che prolifico.
Prima dell'intervallo la squadra di casa avrebbe anche potuto raddoppiare, ma il tiro secco di Ademola Lookman è finito fuori di poco.
Lookman chiude subito i conti
La Dea rientra in campo in avanti e dopo sette minuti si ritrova sul 2-0: sugli sviluppi di un corner Ademola Lookman si ritrova la palla tra i piedi e spara una fucilata da distanza ravvicinata imprendibile per il portiere della Fiorentina.
Sul doppio vantaggio la squadra di casa ha il merito di non arretrare, continuando a spingere e a creare: Charles De Ketelaere, uno dei migliori per la squadra lombarda, spreca una chance invitante e poco dopo la squadra ospite va a centimetri dal gol che avrebbe riaperto la gara, colpendo un palo con Moise Kean.
Di fatto, quella dell'attaccante della Nazionale è stata l'unica vera chance capitata ai viola nel secondo tempo: nonostante gli innesti voluti da Paolo Vanoli (Albert Gudmundsson, Amir Richardson, Cher Ndour, Pietro Comuzzo) è arrivata l'ennesima sconfitta stagionale, la settima, e la seconda in pochi giorni dopo quella casalinga di Conference League.
