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Franco Mastantuono si prende la scena a Venezia. L’attaccante della Fiorentina è stato protagonista assoluto del successo per 4-2 al Penzo, firmando una tripletta che gli permette di entrare nella storia del club viola come il più giovane di sempre a realizzarne una.
Al termine della sfida, Mastantuono ha raccontato ai microfoni di DAZN tutta la soddisfazione per una serata destinata a rimanere impressa. Il record personale, però, passa in secondo piano rispetto al risultato conquistato dalla squadra.
"Per me è un onore entrare nella storia di un club così prestigioso. Era importante trovare il risultato, oggi abbiamo fatto una grande partita. Contento per la vittoria oltre che per i gol".
Una prestazione da protagonista, ma senza dimenticare chi ha contribuito al successo della Fiorentina. Quando gli viene chiesto se avesse voluto assegnare il premio di MVP a Fagioli, l'argentino riconosce i meriti del compagno e allarga il discorso a tutta la squadra.
"Ha fatto una grande partita, come tutta la squadra. Molto contento per la vittoria".
Vanoli: "Tornato perché questa squadra mi stuzzica"
Ed è proprio dal talento individuale, quello mostrato da Mastantuono, che parte la riflessione di Paolo Vanoli. Il tecnico viola sa di avere a disposizione qualità importanti, ma il suo obiettivo è trasformarle in una forza collettiva. La tripletta dell’argentino rappresenta così una delle tante risorse su cui costruire il futuro della Fiorentina, a patto che il talento venga accompagnato dal lavoro e dallo spirito di squadra.
“Dobbiamo partire dalla base. Volevo avere una squadra talentuosa, ma il talento non basta se non giochi con il compagno. Come avete visto questi ragazzi hanno talento ma bisogna insegnare che il calcio italiano se non corri per il compagno fa fatica. Sono tornato a Firenze perché questa squadra mi stuzzica".
"Quando sono arrivato ho detto ai ragazzi che dovevamo costruire questa pagina bianca. Voglio che sia dimenticato il passato per tutti noi, si deve costruire qualcosa. Un pochettino devi lavorare sulla testa, ma la fortuna è di lavorare con ragazzi giovani. Io penso che questa squadra abbia un futuro e abbia qualità, ma bisogna restare con i piedi per terra. Ci sono tante cose ancora da migliorare".
"La mia risposta a Paratici era con grande entusiasmo. Ci tengo a ringraziare la famiglia Commisso. Sono ritornato qui perché so che c’è un progetto per il futuro e una squadra da costruire".
"Come ho vissuto gli ultimi mesi? Io non rosico. L'unica cosa che un pochino mi ha dato fastidio come ho già spiegato è stato il fatto che ci si poteva stringere la mano a fine anno senza stare lì ad esercitare l'opzione, ma loro hanno fatto il loro lavoro, hanno fatto delle scelte, ma non sono qua per una rivincita. Non sono presuntuoso: sono qua perché credo in questa squadra, penso che possiamo creare una identità. Se è forte? Lo dobbiamo diventare, forti. Ci vorrà del tempo".
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