Fiorentina cinica al Sinigaglia: Fagioli e Kean gelano il Como e riaprono la corsa salvezza

L'esultanza di Fagioli
L'esultanza di FagioliAntonio Saia / Zuma Press / Profimedia

Due settimane dopo il 3-1 lariano in Coppa al Franchi, la squadra di Paolo Vanoli si prende la rivincita sul campo del Como di Fàbregas: Fagioli sblocca, Kean raddoppia su rigore, l’autogol di Parisi riaccende il finale ma i viola resistono e conquistano tre punti vitali che valgono ossigeno puro in classifica.

Como contro Fiorentina, Cesc Fàbregas contro Paolo Vanoli: una sfida che profuma di rivincita. Solo due settimane fa, al Franchi, la formazione lombarda aveva stordito i viola in Coppa Italia con un 3-1 in rimonta, imponendo una superiorità mentale e tecnica che aveva lasciato il segno. Stavolta il teatro è il Sinigaglia, e il peso specifico dei punti in palio rende l’atmosfera ancora più densa.

Da una parte un Como ambizioso, lanciato verso un’Europa che fino a poco tempo fa sembrava un sogno e oggi è un obiettivo concreto, con la necessità di tenere a distanza la pressione dell’Atalanta. Dall’altra una Fiorentina sorprendentemente invischiata nei bassifondi, costruita per stare tra le prime e ora costretta a guardare la classifica con inquietudine.

Il dato che accompagna i toscani sul lago è severo: una sola vittoria esterna in campionato. E presentarsi in uno stadio diventato un fortino non è esattamente il contesto ideale per cambiare inerzia.

Il Como torna a prendere gol

E infatti l’avvio racconta una storia prevedibile, almeno nelle intenzioni. Il Como parte con il piglio di chi vuole comandare, prendendo in mano il pallino del gioco con naturalezza. Il possesso è ordinato, la manovra scorre fluida, ma manca l’ultimo guizzo. Douvikas si muove tanto, si sbatte, ma non viene mai servito con i tempi giusti.

Al 18’ è Nico Paz a provare a scuotere il copione con una conclusione potente dalla distanza: David de Gea blocca senza affanni, trasmettendo sicurezza a un reparto che fino a quel momento aveva soprattutto contenuto. Poco dopo, al 34’, lo stesso Nico Paz conclude alto al termine di un’azione collettiva ben costruita: un’occasione che fotografa perfettamente il limite dei lariani, bravi a tessere ma meno incisivi nel cucire l’ultimo passaggio tra le maglie viola.

Perché la Fiorentina, pur senza brillare, gioca una partita di intelligenza e pazienza. La squadra di Paolo Vanoli si compatta nella propria metà campo, accorcia le linee e sporca le traiettorie. Non concede quasi nulla e aspetta il momento giusto per colpire. È un piano meno spettacolare, ma efficace.

E il momento arriva su uno dei rari affondi viola. Fagioli prima prova il destro dal limite, respinto; poi ha la lucidità e la fame di avventarsi sulla seconda palla, entrare in area e battere Butez (dopo tre clean sheet consecutivi) da distanza ravvicinata. È una giocata che ribalta l’inerzia emotiva della partita e regala alla Fiorentina un vantaggio pesantissimo, il primo gol stagionale del centrocampista, ma soprattutto una scossa di fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

Tre punti per respirare

Deciso a cambiare ritmo e dimenticare una prima frazione deludente, all’intervallo Fàbregas ridisegna qualcosa, inserendo Rodriguez e Moreno al posto di Kuhn e Valle: più spinta e freschezza, l’idea di alzare il baricentro e aumentare la pressione sui portatori viola. L’inerzia però, sorprendentemente, resta dalla parte della Fiorentina.

Dopo appena due minuti è Moise Kean a dare il primo segnale: protegge palla con forza, lavora di fisico e costringe il diretto marcatore al fallo. I viola appaiono più più convinti mentalmente e tecnicamente, come se il vantaggio avesse sciolto le tensioni accumulate. Al 51’ l’episodio che cambia definitivamente il volto della gara. Mandragora entra in area con decisione, Perrone sbaglia il tempo dell’intervento e lo abbatte. Non ci sono dubbi: calcio di rigore. Il Sinigaglia rumoreggia, la Fiorentina si stringe attorno al suo numero otto e lo abbraccia.

Dal dischetto si presenta Kean. La rincorsa è breve, lo sguardo fisso verso Butez. Il destro del bomber viola termina sotto il sette, lasciando il portiere francese immobile e spiazzato. È il raddoppio viola, un colpo pesantissimo che gela lo stadio e indirizza la viola verso una vittoria pesantissima. 

Eppure, in una stagione che ha spesso complicato ciò che appariva semplice, la Fiorentina non può permettersi di abbassare la guardia. Il Como, ferito ma non domo, si riversa in avanti con orgoglio e generosità. L’episodio che riapre la partita arriva quasi beffardo: un autogol sfortunato di Parisi vale il 2-1 e restituisce improvvisamente voce e speranza al Sinigaglia.

Sono minuti di sofferenza pura per i viola. Cross, mischie, palloni sporchi che attraversano l’area e tensione palpabile (con tre gialli e un rosso per Morata). Ma questa volta la Fiorentina non si scioglie. Stringe i denti, si compatta, respinge l’assalto senza concedere il solito gol beffardo nel finale. È una resistenza che vale quasi quanto le due reti segnate.

Le statistiche del match
Le statistiche del matchOpta by Statsperform

Tre punti che valgono ossigeno puro: non solo morale, ma classifica. I viola agganciano quota 21, raggiungendo il Lecce in zona salvezza e portandosi a due sole lunghezze da Genoa e Cremonese. Per il Como, invece, è un ko pesante. Se l’Atalanta dovesse conquistare i tre punti all’Olimpico, arriverebbe il sorpasso nerazzurro e il conseguente scivolamento dei lariani al settimo posto.

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